“Non pensavo di essere qui. Dal giorno che ci siamo lasciati il presidente mi ha chiamato ogni 15-20 giorni. Uno stalking di due anni e mezzo. Devo dire che mi ha chiamato anche 15 giorni fa chiedendo di vedermi. Poi mi ha spiegato la situazione particolare e gli errori fatti”. Così Delio Rossi nel giorno della sua presentazione a Trinitapoli, sede del raduno e degli allenamenti del Foggia.
Il “Rossi-ter” è partito con un discorso franco, sincero, ma anche motivazionale per tutto l’ambiente. Accanto all’allenatore il patron Nicola Canonico e l’amministratore giudiziario Vincenzo Vito Chionna, chiamato a bonificare il club dopo il rischio delle infiltrazioni mafiose.
“Questo è un momento difficile per tante situazioni – ha proseguito Rossi -. Il presidente mi ha dato la possibilità di scegliere come operare, se da direttore tecnico, nel settore giovanile o altri incarichi, proponendomi tre anni di contratto. Ma io so fare solo l’allenatore, lo dice la mia storia. Ma ho chiesto un contratto di un anno”.
Giocatori e mercato: “Mi è stato detto che non ci sono risorse illimitate, ma c’è l’intenzione di salvarsi prima dell’ultima giornata. Dobbiamo confrontarci con la realtà, attualmente ci sono squadre più forti e organizzate, ma noi siamo il Foggia ed io farò qualsiasi cosa per il bene del Foggia senza mai negare la realtà. In quest’ultimo periodo non è stata data una grande immagine, nessun calciatore vuole venire qui, tutti stanno rifiutando. Non è più un’isola felice. Ma io sono diventato uomo qui. Chi vuole darci una mano ben venga altrimenti fa nulla, andremo avanti lo stesso. E non voglio essere giudicato per il mio passato ma per quello che farò da qui in avanti. Da parte mia farò sempre gli interessi del Foggia. Sto parlando oggi, poi non parlerò più. Parlerò solo prima delle partite, devo essere valutato per quello che farà la squadra in campo e mi auguro di avere una squadra all’altezza per l’obiettivo che ci siamo posti, quello di salvarci il prima possibile”.








