“Sant’Eligio è crollato. Il tetto non c’è più, le mura cedono, la memoria collettiva di Foggia muore nell’indifferenza.” Con queste parole il consigliere comunale Nunzio Angiola, segretario provinciale di Cambia, denuncia lo stato di abbandono dell’ex Conservatorio fondato da don Antonio Silvestri, riprendendo un intervento pubblicato il 21 luglio da Geppe Inserra sul suo blog.
Un tempo rifugio per donne fragili, orfane e carcerati, oggi quel luogo è ridotto a rudere pericolante. “Un pezzo della memoria collettiva della città sta morendo nell’indifferenza generale”, scriveva Inserra. Angiola fa suo quel grido, parlando apertamente di fallimento della politica e inerzia amministrativa.
Un patrimonio dimenticato
Dal 2011, quando la Regione Puglia stanziò un milione di euro per ristrutturarlo e destinarlo a dormitorio, nulla è cambiato. I fondi furono restituiti, i lavori mai partiti. Da allora, crolli, incuria, allarmi statici e interventi dei vigili del fuoco sono diventati la normalità. Anche il tentativo simbolico del “muro della gentilezza” si è spento nel silenzio.
Angiola accusa: “A Foggia la memoria non interessa più a nessuno. Non servono più passerelle o rievocazioni commosse: servono responsabilità e scelte immediate”. L’ex Conservatorio è oggi una ferita aperta nel cuore della città, simbolo di un’identità che rischia di sparire sotto le macerie.










