Il Manfredonia C5 getta la spugna. Con un comunicato pubblicato sui propri canali social, la Vitulano Drugstore C5 Manfredonia ha ufficializzato la fine di ogni attività e la rinuncia all’iscrizione per qualsiasi competizione nella stagione 2025/2026. Dopo ventisette anni di sport, passione e successi, cala così il sipario sulla squadra di futsal più rappresentativa della Puglia.
Fondata nel 1998, la società aveva saputo scalare le gerarchie nazionali del calcio a cinque, militando per undici stagioni in Serie B, tre in A2, una in A2 Élite e ben due in Serie A, raggiungendo vette mai toccate dallo sport sipontino. Un percorso lungo, entusiasmante, fatto di grandi nomi e di giovani locali cresciuti sul parquet del PalaScaloria, sempre con l’obiettivo di rappresentare al meglio il nome di Manfredonia in tutta Italia.
Ma oggi, dopo mesi di difficoltà e appelli rimasti inascoltati, arriva la parola fine.
“Sparisce nel silenzio, senza solidarietà né sostegno”
Nel comunicato, la società non entra nei dettagli sulle cause della chiusura, ma rivolge un’amara riflessione al contesto in cui si è consumata l’agonia del club. Nessuna accusa diretta, ma un chiaro j’accuse all’indifferenza generale: amministrazioni, imprenditori e cittadinanza vengono chiamati in causa per non aver risposto agli appelli lanciati dal club nel corso dell’ultimo anno.
“Uno specchio, probabilmente, di uno dei periodi più bui della storia di Manfredonia”, si legge nel comunicato. “Un buco nero che continua ad inghiottire quanto di buono prodotto dai sipontini, compresa l’unica società cittadina a raggiungere la massima categoria nazionale nel suo sport”.
L’addio al settore giovanile: “Sogni spezzati sul parquet”
Ancora più dolorosa, per molti, è la fine del settore giovanile, punto di riferimento per centinaia di famiglie e giovani atleti che avevano trovato nel futsal non solo uno sport, ma un progetto educativo, uno spazio di crescita, un’occasione di futuro. “Sogni spezzati”, scrive il club, denunciando l’assenza di una rete in grado di difendere e sostenere realtà che generano valori e coesione.
“Dalle ceneri, una fenice?”
Il comunicato si chiude con un messaggio di speranza: l’auspicio che un giorno, dalle ceneri di questa dolorosa chiusura, possa rinascere una nuova realtà sportiva. “Che la città di Manfredonia possa tornare a godere non solo del calcio a cinque, ma di un contesto sociale, economico e culturale sano, in grado di dare sincera e concreta linfa vitale al mondo dello sport”.













