Altro che procurato allarme. A Foggia, nel quartiere ferrovia, la realtà sembra superare l’immaginazione. E lo dimostra l’ennesima denuncia che arriva, ancora una volta, dalla pagina Facebook “Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia”, diventata negli anni una cassa di risonanza per il malessere crescente dei residenti.
Al centro della nuova segnalazione c’è il giardino nei pressi di via Montegrappa 44, nelle vicinanze dell’ex ENPAS. Secondo quanto riferito da più cittadini, da giorni tre persone in evidente stato di alterazione stazionano nell’area: dormono, bevono e usano la zona verde come una latrina a cielo aperto, senza che nessuno intervenga.
“Nessuna pattuglia, nessun controllo”
“Fino alle 10 di stamattina erano ancora lì. Nessuno è passato a controllare. Nessuna pattuglia. E intanto qui vivono famiglie, bambini, lavoratori”, denuncia pubblicamente un residente. Una fotografia della quotidianità di quel pezzo di città, in cui i problemi si sommano all’indifferenza istituzionale.

“Spuntano anche i topi: mai accaduto prima”
A peggiorare il quadro, è arrivata anche la segnalazione della presenza di ratti. Un cittadino che abita a pochi metri racconta: “Nel mio cortile sono comparsi i topi da una settimana. L’altro giorno ce n’era uno morto, schiacciato davanti al cancello. Mai successo prima. È necessaria una disinfestazione immediata.”
Tra degrado e rassegnazione, l’appello alle istituzioni
Ma oltre allo sdegno, emerge anche una profonda amarezza. “È inaccettabile la trasformazione della nostra città in una discarica peggiore delle condizioni di vita che queste persone hanno nei loro Paesi d’origine”, scrive un altro utente. “A questo punto, lasciamo agli eletti il compito di trovare una soluzione, se c’è ancora qualcosa da salvare. O dobbiamo forse rassegnarci a questo nuovo stile di vita, dopo 2000 anni di civiltà e faticoso equilibrio?”
I residenti, pur ribadendo la necessità di controlli da parte delle forze dell’ordine, invocano un intervento più ampio e strutturale, chiedendo risposte alle politiche sociali del Comune. “Serve un approccio umano ma concreto, fatto di presenza sul territorio, aiuti mirati e soprattutto rispetto per chi vive e paga le tasse qui”.
“Davvero vi sta bene così?”
La domanda che chiude il post – e che rappresenta il senso di abbandono e frustrazione – è anche un atto di accusa politico: “Ma davvero vi sta bene così?”. Un interrogativo lanciato all’amministrazione comunale, che riecheggia tra i palazzi del quartiere ferrovia e oltre.









