Una scena da Far West in pieno centro abitato, tra pistole puntate al volto, spari in aria e aggressioni a ripetizione, perfino sotto gli occhi dei passanti. È questo il quadro che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Foggia Maria Luisa Bencivenga nei confronti di Matteo Prencipe, 26 anni, e Domenico Basta, 21, arrestati per il tentato omicidio del netturbino pluripregiudicato Luciano Bisceglia, colpito da diversi colpi d’arma da fuoco nella notte tra il 12 e il 13 luglio a Monte Sant’Angelo. Raggiunto e fermato successivamente anche il fratello di Domenico, Marco Basta, 19 anni.
Ma è quanto accaduto poche ore prima dell’agguato, a rendere ancora più inquietante la vicenda.
Armi puntate e colpi in aria davanti ai cittadini
Il 13 luglio, attorno all’una di notte, il figlio della vittima si trovava nei pressi del ristorante “Le Clarisse” quando è stato avvicinato da Marco Basta e Matteo Prencipe, che – secondo quanto riferito dallo stesso Michele – lo hanno aggredito senza motivo, provocandogli ferite al volto e al gomito. Si scava sulle motivazioni senza escludere alcuna pista, ma quella principale porterebbe alla droga.
Ma non è finita lì. Come si legge nell’ordinanza, Prencipe avrebbe estratto una pistola e l’avrebbe puntata al volto del ragazzo, intimandogli di allontanarsi. Subito dopo anche Marco Basta avrebbe estratto un’arma e, insieme a Prencipe, avrebbero esploso colpi in aria, in mezzo ad altre persone, senza curarsi della presenza di testimoni o del rischio per l’incolumità pubblica.
Una dinamica che rende il contesto ancor più allarmante e che conferma, secondo la giudice, l’elevata pericolosità sociale dei soggetti coinvolti.
Il tentato omicidio e l’arresto
Il resto della storia era già stato anticipato da l’Immediato: circa 24 ore dopo quell’aggressione, il padre del ragazzo – Luciano Bisceglia – sarebbe stato raggiunto da almeno due colpi di pistola, mentre si trovava nei pressi della sua abitazione con la compagna mentre il figlio aspettava in macchina. Trasportato d’urgenza in elisoccorso a San Giovanni Rotondo, è ancora in prognosi riservata. Anche dopo l’agguato a Bisceglia, gli indagati avrebbero esploso colpi in aria come nel far west.
Nelle ore successive, i carabinieri hanno fatto irruzione in un appartamento dove si nascondevano Prencipe e Domenico Basta. All’interno sono stati ritrovati gli abiti utilizzati durante l’agguato e altri indizi ritenuti rilevanti. Rintracciato anche Marco Basta, oggi formalmente coinvolto nell’indagine.
L’accusa: tentato omicidio aggravato e porto illegale di armi
Il quadro accusatorio è pesante: tentato omicidio aggravato dal concorso e dal porto illegale di arma da fuoco. Il giudice ha motivato la misura cautelare parlando di “persone apparentemente contigue ad ambienti di criminalità, anche mafiosa”, come rilevato dalla polizia giudiziaria, e “della disponibilità di un considerevole numero di armi da fuoco e del loro utilizzo disinvolto e spregiudicato”.











