L’Associazione “Giovanni Panunzio * Eguaglianza Legalità Diritti” interviene con fermezza sulla vicenda dell’affidamento diretto, da parte del Comune di Foggia, di un appalto da 136mila euro per elementi di arredo urbano a una cooperativa sociale nata di recente e che – secondo quanto riportato dalla stampa locale – vede tra i soci la sorella dell’attuale vicesindaca Lucia Aprile.
Pur evitando di formulare giudizi sul piano politico o tecnico, e senza mettere in discussione la buona fede degli attuali amministratori, il presidente Dimitri Cavallaro Lioi lancia un richiamo chiaro e severo: “La gestione della cosa pubblica deve avvenire sempre con assoluta trasparenza, imparzialità e rispetto della comunità”.
Un principio non negoziabile
Il comunicato dell’associazione, firmato anche dall’ufficio stampa Antonio Belluna, insiste sulla necessità di comportamenti esemplari da parte di chi ha il dovere di amministrare. “Non basta rispettare formalmente le regole – si legge – se viene meno il senso profondo della responsabilità pubblica, che fonda la fiducia dei cittadini negli amministratori”.
Etica e legalità come cardini
Nel contesto di crescente sfiducia verso le istituzioni, la Panunzio ribadisce che ogni decisione che riguarda fondi pubblici deve rispettare criteri legali ed etici. E sottolinea che spetta a chi governa spiegare con chiarezza e completezza alla cittadinanza le scelte compiute, per mantenere credibilità e autorevolezza.
Un appello condiviso
L’associazione richiama anche il mondo del terzo settore e le forze politiche a condividere questi valori e a chiedere piena chiarezza sull’accaduto: “Il bene comune merita molto. Merita Istituzioni credibili e comportamenti trasparenti. Chi rappresenta questa città ha l’obbligo morale di farlo con sobrietà e rigore, per rispetto non solo dei cittadini ma anche della memoria di chi ha sacrificato la vita per la legalità”.










