Il collegamento idrico tra la diga molisana del Liscione e il nodo idrico di Occhito-Finocchito in provincia di Foggia, noto come il “tubone” da 23 chilometri, fa un importante passo avanti grazie a un finanziamento da 190 milioni di euro. Ma mentre si plaude alla svolta tanto attesa, da Foggia arriva un forte richiamo alla concretezza. A intervenire è il consigliere comunale Nunzio Angiola, che, pur esprimendo soddisfazione per l’evoluzione del progetto, chiede garanzie solide e verificabili.
“Bene il progetto, ma vogliamo certezze reali”
“Il merito per l’avanzamento del progetto va riconosciuto a chi ha condotto, anche a livello istituzionale, un’intensa attività tecnica e politica per sbloccare un’infrastruttura fondamentale nella lotta contro la crisi idrica in Capitanata”, ha dichiarato Angiola, che da tempo sostiene non solo il “tubone”, ma anche la realizzazione delle dighe di Piano dei Limiti e Palazzo d’Ascoli. “Opere – ricorda – indispensabili per garantire la sicurezza idrica del nostro territorio”.
Il progetto, grazie all’investimento annunciato, dovrebbe garantire il trasferimento di oltre 60 milioni di metri cubi d’acqua all’anno verso la provincia di Foggia, coprendo sia il fabbisogno idropotabile che quello agricolo.
Tre punti critici: fondi, tempi, regia
Angiola, però, individua tre elementi di criticità che non possono essere ignorati. In primo luogo, la conferma effettiva dello stanziamento dei 190 milioni: “Serve chiarezza sulla data e sulle modalità di erogazione dei fondi, non bastano gli annunci”.
Il secondo nodo riguarda i tempi di realizzazione. Secondo indiscrezioni, i lavori dovrebbero iniziare a settembre, ma non esiste ancora un cronoprogramma ufficiale. “Abbiamo bisogno di tappe certe e pubblicamente consultabili. Non possiamo più permetterci ritardi”.
Infine, la governance del progetto. “Un’opera interregionale come questa, che coinvolge Molise e Puglia, non può essere gestita senza una cabina di regia efficace”, sottolinea il consigliere, chiedendo – in linea con quanto espresso anche dalla Regione – la nomina di un commissario ad acta.
“Foggia ha un’esigenza impellente: stabilità idrica”
“Accogliamo con favore l’apertura del ‘tubone’ – conclude Angiola – ma pretendiamo garanzie operative. Solo con trasparenza e celerità potremo trasformare un progetto sulla carta in una risposta concreta alla sete di Foggia e della sua filiera agricola. La crisi idrica non aspetta”.










