Per centinaia di coppie pugliesi finisce l’epoca delle rinunce, dei viaggi fuori regione e dei costi insostenibili. La Regione Puglia ha ufficialmente inserito la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) nei Livelli Essenziali di Assistenza, rendendo completamente rimborsabili i trattamenti da parte del Servizio Sanitario Regionale.
Una svolta storica per il diritto alla genitorialità
L’annuncio è stato dato dal presidente Michele Emiliano, che ha firmato e inviato per la pubblicazione il nuovo Regolamento Regionale approvato lo scorso 3 luglio dalla Giunta: “Dalla tutela della natalità dipende il futuro della nostra Regione. Per questo siamo stati tra i primi a insistere sull’urgenza di garantire gratuitamente la PMA. Con questo regolamento superiamo il vecchio impianto normativo e offriamo maggiore sicurezza e affidabilità a chi intraprende questo percorso”.
La norma definisce i requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici per autorizzare ed accreditare le strutture sanitarie pubbliche e private alla somministrazione dei trattamenti di PMA, sia omologa che eterologa. Il sistema sanitario regionale coprirà integralmente i costi, garantendo equità, trasparenza e omogeneità nell’accesso alle cure.
Piemontese: “Un diritto pienamente accessibile”
Durante la conferenza stampa, il vicepresidente e assessore alla Sanità Raffaele Piemontese ha rimarcato il significato sociale della misura: “Affermiamo un principio fondamentale: il desiderio di diventare genitori non deve essere un privilegio riservato a chi ha più risorse. Troppe coppie hanno dovuto rinunciare. Da oggi, questo percorso entra a pieno titolo tra le prestazioni gratuite della sanità pugliese”.
Il fabbisogno regionale è stato stimato in 5.811 cicli di PMA all’anno, calcolati in base al parametro nazionale di 1.500 cicli ogni milione di abitanti. La Regione ha stanziato 5 milioni di euro per i centri di secondo e terzo livello e 300.000 euro per l’avvio dell’accreditamento delle strutture di primo livello.
I centri abilitati e le risorse disponibili
Sul piano operativo, il sistema è già pronto a partire. Le strutture pubbliche autorizzate sono:
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Policlinico di Bari (primo livello)
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Centro Jaia di Conversano (Asl Bari) e Vito Fazzi di Lecce (secondo livello)
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Policlinico Riuniti di Foggia (terzo livello)
Sono inoltre presenti sul territorio 13 centri privati di secondo livello già autorizzati o in fase di accreditamento. Questi potranno erogare le prestazioni a carico del SSR subito dopo la firma del contratto, purché in possesso del nulla osta del Centro Nazionale Trapianti e nei limiti dei tetti di spesa assegnati dalla Regione.
Un tavolo tecnico per garantire qualità e controllo
La definizione dei requisiti per l’autorizzazione è il risultato di un tavolo tecnico regionale che ha coinvolto esperti, rappresentanti del Dipartimento Promozione della Salute, del servizio Qu.O.T.A. di AReSS Puglia e del Centro Regionale Trapianti. I trattamenti saranno eseguiti secondo quanto previsto dal nomenclatore nazionale delle prestazioni sanitarie.
Un modello di sanità pubblica inclusiva
L’iniziativa si inserisce in un contesto nazionale in cui molto si discute di calo demografico e sostegno alle famiglie. Con questa misura, la Puglia si pone come modello di sanità pubblica inclusiva, capace di tradurre le trasformazioni sociali in politiche attive e concrete, all’insegna della giustizia sociale.















