La Regione Puglia si candida a diventare protagonista in un processo internazionale di ricostruzione e solidarietà, mettendo le proprie competenze e risorse al servizio del popolo palestinese. Ad annunciarlo è stato il presidente Michele Emiliano, intervenuto alla giornata seminariale ospitata dal Politecnico di Bari e intitolata “Una giornata per la ricostruzione di Gaza: il piano strategico Gaza Phoenix come punto di inizio”.
Un piano pugliese per la ricostruzione
“Siamo pronti a sostenere i progetti di ricostruzione di Gaza, con l’obiettivo di consentire al popolo palestinese di rimanere a casa sua. È un lavoro che stiamo preparando da tempo, in collaborazione con il Politecnico di Bari e con il sistema delle imprese pugliesi”, ha dichiarato Emiliano, delineando i contorni di un impegno concreto che dovrebbe tradursi a breve in atti formali. L’obiettivo è la stesura di una delibera di giunta regionale fondata su un documento tecnico, un vero e proprio paper di indirizzo richiesto al Politecnico, da cui partire per una pianificazione strategica della ricostruzione.
L’intenzione è anche quella di istituire un gruppo di lavoro permanente con dirigenti e funzionari regionali, in grado di mettere a sistema le competenze tecniche, giuridiche e logistiche necessarie per operare in uno scenario complesso come quello della Striscia di Gaza.
“Non solo morti, anche sradicamento: è genocidio”
L’intervento del presidente della Regione si è caricato anche di un forte significato politico e simbolico: “Si tratta di una vera e propria azione contro il genocidio, perché genocidio non significa soltanto l’uccisione di un popolo, ma anche il tentativo di sradicarlo, di spostarlo altrove, per cancellarne la presenza dal territorio a cui appartiene”, ha affermato Emiliano, sottolineando la volontà di convocare anche una conferenza di esperti internazionali di diritto, con particolare riferimento al crimine di genocidio.
Un messaggio forte rivolto alla comunità internazionale, a cui il governatore pugliese chiede una presa di posizione netta, ma anche un sostegno fattivo a progetti che, come quello barese, vogliono ribaltare la narrazione di morte e distruzione con una visione costruttiva di pace e coesistenza.
Una giornata simbolica e partecipata
L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità accademiche e istituzionali. Oltre a Emiliano, sono intervenuti tra gli altri l’arcivescovo di Bari Giuseppe Satriano, il rettore eletto del Politecnico Umberto Fratino, la vicesindaca di Bari Giovanna Iacovone, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Bari Carlo Contesi, il presidente dell’Ordine degli Architetti Cosimo Damiano Mastronardi e la vice rettrice del Politecnico Loredana Ficarelli.
Tra i promotori principali della giornata, il professore Dino Borri del Politecnico e il direttore generale di Pugliapromozione Luca Scandale, che ha contribuito all’organizzazione dell’iniziativa assieme alla Presidenza della Regione e all’ente regionale per il turismo.
Il dono simbolico della kefiah
Il momento più toccante della giornata si è consumato all’inizio dei lavori, quando il medico palestinese residente a Bari Bassem Jarbam, in rappresentanza della comunità palestinese in Puglia, ha donato a Michele Emiliano una kefiah, simbolo dell’identità e della resistenza del popolo palestinese. Un gesto che ha suggellato l’impegno assunto dalla Regione e ha dato ulteriore valore alla giornata.
“Non sarà semplice, ma se non iniziamo a lavorare da subito, e se non costruiamo presupposti concreti per questa prospettiva, il rischio è che diventi ancora più difficile da realizzare in futuro”, ha concluso il presidente Emiliano, ribadendo che la pace si costruisce anche a partire dalle università, dai territori e dalle comunità locali.











