Finisce in Procura la nomina del nuovo Security Manager di Amiu Puglia, sede di Foggia. A presentare un esposto è Francesco Ferraro, uno dei partecipanti al colloquio per l’incarico, che contesta apertamente la modalità di assegnazione del ruolo e la legittimità della procedura.
Tutto parte dal colloquio del 7 marzo, convocato da Amiu Puglia tramite email ufficiale della responsabile del personale Nicoletta Crincoli, e al quale Ferraro partecipa davanti a una commissione composta – in modo ritenuto inusuale – dai tre membri del CdA dell’azienda: la presidente Antonella Lomoro e i consiglieri Colomba Mongiello e Fabrizio Baia. Secondo Ferraro, trattandosi di una selezione tecnica per un incarico di alta professionalità, sarebbe stato più corretto istituire una commissione valutatrice ad hoc.
I titoli e l’esclusione senza motivazione
Ferraro afferma di aver presentato un curriculum ricco di qualifiche, tra cui quella di “Senior Security Manager di 3° livello”, la certificazione Eipass IT Security, il titolo di “Disaster Manager” e altri attestati specialistici.
Nonostante ciò, senza ricevere alcuna comunicazione ufficiale sull’esito della selezione, scopre il 24 aprile dalla sezione “Avvisi” del sito Amiu che l’incarico è stato affidato direttamente, per importo sotto soglia, a Silvano Ammirati. Una scelta formalizzata con delibera del CdA n. 77 del 27 marzo e contratto firmato il 2 aprile (prot. 8880/2025).
Ma Ferraro denuncia che quella delibera non è reperibile online e che manca ogni trasparenza su valutazioni, verbali e criteri di selezione. Inoltre, l’accesso agli atti richiesto tramite il suo legale, Marcello Oreste Di Giuseppe, ha prodotto una risposta da parte dell’azienda: l’incarico, si legge, “ha natura altamente fiduciaria” e non è soggetto a evidenza pubblica.
Il giallo tra “Stefano” e “Silvano”
L’aspetto più controverso riguarda la discrepanza nel nome del soggetto indicato. Nella delibera del CdA, l’incarico risulta assegnato a Stefano Ammirati, mentre il contratto effettivo è firmato da Silvano Ammirati. Una svista formale? Per Ferraro e il suo avvocato si tratta di un’anomalia grave che va chiarita.
Il ruolo del prefetto e i dubbi sul metodo
Nella stessa delibera si parla di “interlocuzioni con i candidati e con il prefetto di Foggia”, su cui si chiede massima trasparenza: “Il prefetto ha avuto un ruolo nella selezione? Ha esaminato i curriculum? In che forma ha interagito con Amiu?”, si chiedono i ricorrenti, sottolineando l’assenza di riferimenti precisi nel provvedimento.
“Se l’incarico era davvero fiduciario, perché convocare altri candidati? – si legge ancora nell’esposto – E se era una procedura selettiva, perché non garantire trasparenza su criteri e valutazioni?”
Il caso, ora, è nelle mani della Procura della Repubblica di Foggia, che sarà chiamata a fare chiarezza su una vicenda che solleva dubbi non solo sulla legittimità amministrativa, ma anche sulla correttezza istituzionale di un incarico strategico in un’azienda partecipata.









