“Cerignola città invisibile”: così il segretario cittadino di Forza Italia Carlo Dercole ha intitolato il suo nuovo intervento pubblico sulla questione della gestione del servizio di igiene urbana affidato alla Teknoservice, aggiungendo: “Io non accetto nessun incontro con la Teknoservice”. Nessun confronto, dunque, ma un atto d’accusa pubblico contro presunte inadempienze contrattuali a cui – denuncia Dercole – non è mai stato dato seguito con contestazioni formali.
Il post, parte di una serie di approfondimenti dedicati al rapporto tra amministrazione Bonito e gestione rifiuti, denuncia nello specifico la mancata attuazione di due servizi chiave garantiti da Teknoservice nel capitolato d’appalto: lo spazzamento manuale delle strade e il lavaggio ad alta pressione di strade e marciapiedi.
Spazzamento e lavaggio mai realmente visti?
Nel dettaglio, Dercole ricorda che la ditta aveva promesso un servizio giornaliero di spazzamento manuale con operatori dotati di attrezzatura, kit per siringhe, sacchetti e strumenti per la pulizia dei cestini. Oltre a questo, il contratto prevedeva anche 60 lavaggi annuali delle strade e dei marciapiedi con mezzi meccanici e l’uso di soluzioni disinfettanti e deodorizzanti.
“Sono anni che ci raccontano che le strade saranno pulite – afferma – ma la realtà è sotto gli occhi di tutti. Chi, all’interno del Comune, ha avuto il coraggio di aprire un vero contraddittorio per contestare queste mancanze? C’è stato qualcuno che ha chiesto conto degli impegni disattesi?”.
“Tra un anno e mezzo metteremo tutto nero su bianco”
Dercole promette che la questione non finirà nel dimenticatoio: “Tra un anno e mezzo metteremo nero su bianco tutte queste mancanze e le addebiteremo alla ditta”, annuncia, lasciando intendere che il gruppo di opposizione sta già raccogliendo elementi per un’azione politica (e forse legale) futura.
Il tono è diretto e accusatorio: da una parte la Teknoservice, che secondo Dercole non ha rispettato gli impegni, dall’altra l’amministrazione Bonito e il Partito Democratico, accusati di inazione e complicità silenziosa. “È evidente – conclude – che chi avrebbe dovuto vigilare non l’ha fatto”.
Dercole chiude rilanciando un tema che aveva già sollevato in passato: la trasparenza nella gestione dei servizi pubblici. “I cittadini meritano risposte, non slogan. È tempo di dire la verità su ciò che funziona e su ciò che, chiaramente, non sta funzionando”.













