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Home - Roseto Rosae, il borgo dove le rose non sfioriscono mai: al via il progetto di rigenerazione artistica a Roseto Valfortore

Roseto Rosae, il borgo dove le rose non sfioriscono mai: al via il progetto di rigenerazione artistica a Roseto Valfortore

Murales ispirati alla rosa canina e una residenza d’artista per dare nuova linfa al borgo dei Monti Dauni. Guglielmi: “Un’idea per combattere lo spopolamento e scommettere sul futuro”

Di Redazione
5 Luglio 2025
in Eventi, Lucera e Monti Dauni
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È stato presentato nella suggestiva Sala della Ruota di Palazzo Dogana a Foggia il progetto di rigenerazione urbana “Roseto Rosae – Il borgo dove le rose non sfioriscono mai”, che prenderà vita nel cuore di Roseto Valfortore dal 18 al 24 luglio, con una prospettiva triennale. Un’iniziativa ambiziosa, che punta a trasformare il centro storico del borgo in una galleria a cielo aperto, attraverso murales ispirati alla rosa canina, simbolo identitario del paese incastonato nei Monti Dauni.

L’arte come volano di comunità e turismo

Ideato da Maria Guglielmi, imprenditrice turistica e anima dell’agenzia Italian Lands, il progetto si propone di rafforzare l’identità locale e valorizzare la vocazione turistica del borgo, in linea con i principi della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Subito accolto dalla sindaca Lucilla Parisi, Roseto Rosae vuole diventare il segno tangibile di una comunità viva, pronta ad accogliere e ad accogliersi, facendo dell’arte uno strumento di rigenerazione urbana e sociale.

“Questa è un’idea forte – ha spiegato Guglielmi – nata per dare fiducia ai piccoli paesi, per farli sentire parte di un progetto più grande. Se il turismo riesce a generare un’economia reale, anche una famiglia potrebbe scegliere di restare. Oggi muoviamo i primi passi: un giorno i turisti vorranno venire a Roseto, dove le rose dipinte sui muri non sfioriscono mai”.

Murales, talenti e contaminazioni

Il progetto coinvolge artisti giovani e affermati, guidati nel percorso creativo da Antonino Foti, docente dell’Accademia di Belle Arti di Foggia e coordinatore artistico, affiancato dal collega Sabino Di Modugno. L’iniziativa sarà realizzata in forma di residenza artistica e culminerà con un evento inaugurale, in coincidenza con la Festa dell’Accoglienza, appuntamento tradizionale dedicato al ritorno simbolico dei rosetani emigrati nel mondo.

Tra gli artisti protagonisti figurano Giuseppe Bonito, allievo dell’Accademia e sperimentatore tra street art, pittura e tatuaggio; Anna Delle Noci, pittrice dalla forte carica simbolica ed evocativa; e Marzena Grygiel, artista polacca di respiro internazionale, attesa nei giorni della residenza per completare il trio creativo.

“L’arte pubblica è democratica, fruibile, e può diventare il motore per vivificare non solo le città ma anche i borghi – ha sottolineato Foti –. Roseto Rosae rappresenta un modello virtuoso di contaminazione tra arte, territorio e comunità”.

Un progetto da custodire nel tempo

Durante l’incontro, gremito di pubblico e sostenitori, hanno preso la parola anche Antonietta Colasanto, già presidente della Fidapa BPW Capitanata, e Anna Laura D’Alessio, sua successora, testimoniando l’interesse crescente verso progetti che mettono al centro il patrimonio locale e le risorse umane.

“C’è bisogno di entusiasmo, di fare e di credere nei nostri borghi – ha affermato la sindaca Parisi –. Spesso chi vive qui non riesce più a vedere il potenziale del proprio paese. Serve uno sguardo esterno che sappia valorizzarlo. È quello che è successo con Maria, che oggi è parte integrante di questa visione. Roseto Rosae sarà il nostro fiore all’occhiello”.

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Tags: Roseto
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