Due nuove informative della Guardia di finanza sono state depositate dalla Procura di Bari nell’ambito dell’udienza preliminare che vede imputate 18 persone, tra cui Alessandro “Sandrino” Cataldo e la moglie Anita Maurodinoia, ex assessora regionale ai Trasporti, dimessasi nell’aprile 2024 dopo l’arresto del marito. Le accuse principali riguardano corruzione elettorale in relazione alle elezioni comunali e regionali pugliesi tra il 2020 e il 2021, ma adesso entrano nel fascicolo anche elementi riguardanti le Comunali di Bari del 2024 e interessi legati all’azienda di trasporti Stp di Trani.
Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, le nuove carte depositate dai pm Claudio Pinto e Savina Toscani includono messaggi su Facebook scambiati da Maurodinoia con Mari Lorusso, moglie dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri (anche lui imputato in un altro processo per compravendita di voti in accordo con la mafia). Le chat proverebbero la volontà di Maurodinoia di presentare una lista alle Comunali di Bari, poi abbandonata dopo l’arresto del marito.
Un’altra informativa riguarda invece la Stp di Trani, dove emergerebbero presunti interessi di Cataldo già dalla nomina dell’ex presidente Rosa Pastore. Il tutto nel quadro di una presunta rete di potere che si sarebbe estesa a diversi settori pubblici.
Il sistema di compravendita del voto
Il processo ruota attorno a un presunto sistema di voto di scambio operante durante le elezioni amministrative del Comune di Grumo Appula, della Regione Puglia nel 2020 e del Comune di Triggiano nel 2021. Cataldo, secondo l’accusa, avrebbe promosso un meccanismo capillare di acquisizione dei voti promettendo 50 euro o posti di lavoro. Maurodinoia, conosciuta come “Lady preferenze”, era stata eletta nel 2019 nel consiglio comunale di Bari con oltre 6mila preferenze, e l’anno successivo, candidata alle Regionali col Pd, aveva sfiorato quota 20mila.
Tra gli altri imputati anche l’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli, dimessosi dopo l’arresto, e Giovanni Lavacca, la cui posizione è stata stralciata per mancata notifica e rinviata nuovamente alla Procura.
Parti civili e accuse politiche
Nell’udienza di ieri sono state presentate diverse richieste di costituzione di parte civile. Tra queste, quella del maresciallo Gerardo Leone della Guardia di finanza, principale accusatore di Cataldo, e quella dell’Asl Bari per presunti certificati medici falsi. Anche il Comune di Triggiano e il candidato sconfitto a Grumo, Francesco Rutigliano, si sono costituiti parte civile.
Clamorosa la decisione del Circolo Pd università, ricerca, formazione, cultura Terra di Bari, che ha chiesto 50mila euro di risarcimento danni ad Anita Maurodinoia. Nella motivazione, letta in aula dall’avvocato Gianluca Loconsole, si sottolinea come il comportamento contestato abbia “compromesso la genuinità del diritto al voto” e danneggiato la credibilità delle istituzioni. Il segretario del circolo, Augusto Garuccio, ha stigmatizzato il silenzio delle segreterie provinciali e regionali del partito: “Abbiamo lanciato appelli rimasti inascoltati. Chi usa il partito come ‘taxi per ambizioni personali’ andava fermato”.
Assenti il Comune di Grumo Appula e la Regione Puglia, che ha specificato di non aver ricevuto notifica dell’udienza poiché non indicata tra le persone offese. Il sindaco di Grumo avrebbe proposto la costituzione, poi bocciata dalla giunta.
La prossima udienza è fissata per il 17 ottobre: alcuni imputati, tra cui Donatelli, potrebbero chiedere il rito abbreviato.











