Il X ciclo dei corsi TFA per il sostegno, che l’Università di Foggia si appresta ad avviare, parte tra le polemiche. A sollevarle è il movimento civico Progetto Concittadino Foggia, che attraverso una nota firmata dai coordinatori Alessio Lusuriello e Mercurio D’Aloia denuncia le pesanti criticità che stanno segnando l’avvio delle attività.
“Tempistiche ministeriali assurde, si penalizzano candidati e atenei”
A preoccupare il movimento è innanzitutto la decisione del Ministero dell’Università di autorizzare i corsi con colpevole ritardo, fissando al contempo le prove selettive in una finestra strettissima, tra il 15 e il 18 luglio. “È un’anomalia evidente – si legge nella nota – che non tiene conto delle esigenze organizzative delle università né dei diritti dei candidati a partecipare con la necessaria preparazione e chiarezza”.
Una scelta che, secondo Progetto Concittadino, rischia di compromettere la qualità stessa dell’accesso al percorso formativo, vanificando il lavoro e le attese di centinaia di aspiranti docenti specializzati nel sostegno.
“Troia non è raggiungibile, manca un piano di mobilità”
Alla questione delle tempistiche si aggiunge un nodo ancora più spinoso: lo spostamento di parte delle attività didattiche nella sede distaccata di Troia. Secondo quanto riferito, oltre 1000 corsisti – tra idonei del IX ciclo e vincitori del X – saranno costretti a recarsi nella cittadina dei Monti Dauni senza che sia stato predisposto alcun piano per il trasporto pubblico o per facilitare l’accesso.
“Molti corsisti sono precari, insegnanti già in servizio o provengono da territori distanti come Avellino, Benevento, BAT. Frequentare nei weekend, con orari intensivi e senza mezzi pubblici adeguati, significa sottoporli a costi elevati e a disagi enormi”, spiegano Lusuriello e D’Aloia.
“Delocalizzare sì, ma con logica e partecipazione”
Il movimento civico non si dice contrario in linea di principio alla delocalizzazione delle attività formative, ma ne denuncia la totale assenza di pianificazione. “Le scelte logistiche devono coinvolgere i territori e garantire pari opportunità di accesso. Non si può procedere ignorando le ricadute concrete su chi deve partecipare”.
Per questo motivo, Progetto Concittadino chiede all’Università di Foggia e alle istituzioni competenti di sospendere lo spostamento a Troia almeno per l’anno accademico in corso. Contestualmente, propone l’apertura immediata di un tavolo tecnico con ATAF, Ferrovie del Gargano e le rappresentanze studentesche per costruire soluzioni sostenibili.
“In gioco c’è l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità”
Nel mirino non c’è solo una scelta logistica, ma una questione più profonda: il diritto alla formazione dei futuri insegnanti di sostegno. “Parliamo di figure fondamentali per garantire l’inclusione scolastica – concludono – e la loro formazione non può essere compromessa da decisioni improvvisate o da disorganizzazione istituzionale”.
La richiesta, rivolta con tono fermo ma costruttivo, è quella di ascoltare le voci dal basso e di agire con responsabilità per garantire che il percorso TFA sia davvero all’altezza delle sfide educative che pone.












