È durissimo l’affondo del segretario cittadino di Forza Italia Cerignola, Carlo Dercole, contro l’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Bonito, colpevole — a suo dire — di aver approvato un aumento “ingiustificato e illegittimo” della Tari, la tassa sui rifiuti, per un ammontare di 1.800.000 euro. L’accusa principale è quella di aver scaricato sui cittadini il peso di scelte tecnicamente errate e gestionalmente inadeguate.
La promessa smentita: “Aveva detto che non l’avrebbe fatto”
“Il sindaco Bonito aveva annunciato che mi avrebbe smentito in Consiglio Comunale e che non avrebbe aumentato la Tari — ricorda Dercole — ma poi ha deliberato un rincaro medio del 20%, con punte ancora più alte per le utenze non domestiche”. L’ex assessore non usa mezzi termini: “L’aumento non ha nulla a che fare con la raccolta differenziata. È frutto della più totale incompetenza della classe politica e dirigenziale che ci governa”.
Le voci contestate del PEF: “Costi duplicati e spese abnormi”
Dercole analizza punto per punto le voci del Piano Economico Finanziario (PEF) che, a suo dire, avrebbero gonfiato artificialmente il costo del servizio:
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700.000 euro di aumento del contratto con Teknoservice, subentrata a Tekra, “senza alcun miglioramento del servizio”, afferma Dercole, che ironizza: “Solo nella realtà parallela di Bonito le strade sono più pulite”.
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300.000 euro per il completamento del quinto lotto, una voce che “era già presente nelle tariffe del 2012”. Secondo Dercole, i cittadini si ritroverebbero a pagare due volte lo stesso servizio, come accaduto anche per il doppio trasporto dei rifiuti. “Bisognava insinuarsi nello stato di passività di SIA e non inserire nel PEF questi soldi”.
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30.000 euro per l’emungimento del percolato, anch’essa “voce già inserita nel 2012”, e che — secondo il segretario forzista — non può essere riproposta come se fosse una spesa nuova.
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110.000 euro per il servizio di postalizzazione, contro i 20.000 euro che sarebbero stati sufficienti per le sole tariffe. “Hanno fatto pagare ai cittadini la postalizzazione dell’intero Comune”.
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131.000 euro di stipendi ai dipendenti comunali, “inseriti senza alcuna logica”. Per Dercole, è inconcepibile che nel PEF siano stati inseriti sei mesi di stipendi dell’ufficio ambiente per l’elaborazione dei dati, invece delle due settimane realmente necessarie.
“Una stangata causata da chi non sa amministrare”
“Dei 1.800.000 euro di aumento, almeno 1.200.000 euro sono da addebitare esclusivamente all’incapacità amministrativa della giunta Bonito”, incalza Dercole. “Non è più questione di visioni politiche, ma di numeri che parlano da soli. Si è scelto di gravare sulle famiglie e sulle imprese per colpa di una gestione approssimativa e confusa”.
Infine, l’ex assessore lancia un messaggio diretto a sindaco e amministratori: “È arrivato il momento di ammettere che non siete in grado di governare Cerignola. La città — conclude — aspetta solo la fine del vostro mandato come una liberazione”.













