Una città lasciata sola, con le campagne sguarnite, le carceri al limite della tenuta e un apparato di sicurezza sotto pressione. È il quadro tracciato dal gruppo consiliare “Con”, che ha presentato una mozione urgente in Consiglio comunale per chiedere un intervento immediato da parte del Governo sulla situazione dell’ordine pubblico nel capoluogo dauno.
A firmare per primo l’iniziativa è il consigliere Antonello Rizzi, che ha parlato apertamente di una “emergenza insostenibile”. “La città è esposta, serve un’azione decisa e coordinata dello Stato – ha dichiarato –. Non possiamo più attendere: le forze dell’ordine sono in affanno, la polizia penitenziaria è allo stremo e la criminalità continua a fare sentire la propria presenza nei quartieri e nelle campagne”.
Un piano in quattro punti per uscire dall’emergenza
La mozione impegna l’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo ad assumere un ruolo attivo per sollecitare risposte concrete. Il documento prevede:
-
Una richiesta ufficiale ai Ministeri dell’Interno e della Giustizia per il potenziamento urgente degli organici delle forze dell’ordine e della polizia penitenziaria;
-
L’attivazione di un tavolo istituzionale permanente, da convocare con la Prefettura, la Regione Puglia, i sindacati di categoria e i vertici delle forze dell’ordine;
-
Una campagna di sensibilizzazione pubblica e mediatica per informare e coinvolgere la cittadinanza sul tema della sicurezza;
-
La trasmissione della mozione alle autorità competenti, tra cui il Prefetto di Foggia, il presidente della Regione e i parlamentari pugliesi.
“La sicurezza è un diritto, non una concessione”
Secondo il gruppo “Con”, la sicurezza urbana e territoriale deve essere una priorità assoluta per ogni livello istituzionale. “Non si può più rimandare – spiegano i consiglieri –. La criminalità organizzata è ancora forte e radicata. Il sistema penitenziario è al collasso. È il momento di passare dalle parole ai fatti, in modo trasversale e unitario, per non lasciare Foggia e i suoi cittadini soli”.
La mozione, già depositata agli atti del Consiglio, potrebbe essere discussa nelle prossime sedute dell’assise comunale. Un’iniziativa che punta a trasformare un grido d’allarme in una pressione istituzionale costante, per restituire sicurezza e dignità a un territorio che da troppo tempo attende risposte.








