Un ritorno alle radici per guardare al futuro: è il messaggio forte e chiaro emerso dalla giornata-evento dedicata alla transumanza svoltosi presso la masseria dei Fratelli Carrino, a San Giusto, in agro di Lucera. Organizzato dai Club per l’UNESCO di Alberona e di Lucera, l’evento ha saputo coniugare tradizione, memoria e innovazione, mettendo al centro la transumanza con la sua economia sostenibile e i suoi valori ancora attuali. L’incontro è stato introdotto da Orfina Scrocco presidente del Club per l’Unesco di Alberona e da Maria Grazia Nassisi presidente del Club per l’Unesco di Lucera, che hanno sottolineato l’importanza di riscoprire e valorizzare l’antica pratica per restituirle ruolo centrale nella narrazione e nello sviluppo dei territori.
“Ciò che ha reso unico questo appuntamento – ha dichiarato Orfina Scrocco – è stata la possibilità non solo di vivere da vicino la realtà di un’azienda come quella dei Fratelli Carrino che praticano la transumanza, osservando gli animali nel loro ambiente e partecipando alle attività di trasformazione dei prodotti agricoli, ma anche di ascoltare le testimonianze dei familiari dei pastori transumanti di un tempo. Un patrimonio che oggi più che mai può offrirci spunti e insegnamenti preziosi per costruire un futuro più sostenibile e consapevole”.“La transumanza suscita sempre più interesse – ha aggiunto Maria Grazia Nassisi – e per questo abbiamo scelto di proseguire su questa strada, con l’obiettivo di riscoprire e valorizzare un patrimonio culturale profondo, vero valore identitario della nostra terra”.
Presenti all’incontro il sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta, e il sindaco di Alberona, Leonardo De Matthaeis, che ha ricordato con commozione la figura di Fedele Iuso, storico transumante alberonese, scomparso alcuni anni fa.











