Un’occasione mancata, un rito vuoto, una liturgia priva di effetti concreti per la città. Così Nunzio Angiola, consigliere comunale di Foggia e segretario provinciale del movimento Cambia – Con Angiola, insieme al dirigente Alessandro Stelluto, ha definito la recente missione istituzionale del Comune di Foggia nella città gemellata di Göppingen, in Germania.
Nel mirino finiscono non solo i toni trionfalistici con cui è stata presentata la trasferta, ma soprattutto l’intero approccio che da anni – secondo Cambia – caratterizza i rapporti internazionali dell’amministrazione foggiana. “A cosa servono i gemellaggi se non producono alcun effetto concreto per la comunità che rappresentano?”, chiedono Angiola e Stelluto in un comunicato dai toni duri, che solleva interrogativi sulla gestione delle relazioni estere della città.
“Cerimonie autoreferenziali senza trasparenza”
Secondo i due esponenti del movimento, a Foggia i gemellaggi sono stati ridotti a semplici cerimonie ufficiali, “gestite in modo autoreferenziale, senza trasparenza, senza coinvolgimento della cittadinanza, delle scuole, delle imprese, delle associazioni”.
I firmatari del comunicato denunciano l’assenza di progettualità e ricadute tangibili: “Non ci sono scambi scolastici, esperienze di mobilità giovanile, opportunità per le università o le imprese locali. Manca tutto ciò che potrebbe rendere vivo un gemellaggio”.
E ancora: “Quanti foggiani sanno con quali città siamo gemellati? Quali benefici sono arrivati alla città? Quanto è costato tutto questo e con quale ritorno?”
Una nuova visione per le relazioni internazionali
Il movimento Cambia chiede un cambio di rotta netto. “Foggia merita un’altra idea di relazioni internazionali: partecipate, utili, trasparenti. Non bastano le foto ricordo e le frasi di circostanza. Servono idee forti, progetti condivisi, obiettivi misurabili”.
Secondo Angiola e Stelluto, ogni azione pubblica – soprattutto in ambito internazionale – dovrebbe essere valutata secondo criteri di utilità collettiva e impatto sul territorio. “In un’epoca in cui le risorse pubbliche devono essere impiegate con attenzione, non possiamo accettare che i gemellaggi restino viaggi istituzionali senza anima, privi di contenuto e di ritorni effettivi”.
“Il folklore non basta”
La conclusione è amara ma netta: “Tutto il resto è folklore pagato dai cittadini”.
Con questa presa di posizione, Cambia – Con Angiola punta a rilanciare il dibattito sull’efficacia delle politiche internazionali del Comune e, più in generale, sulla necessità di ancorare ogni iniziativa istituzionale a strategie trasparenti e partecipate. Una critica che, in vista delle future scelte amministrative, apre anche a un confronto più ampio sul ruolo di Foggia nello scenario europeo.










