Una risposta netta e senza giri di parole quella di Simona Mendolicchio, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Foggia, che in una nota diffusa il 29 maggio ha replicato alle critiche avanzate dai componenti della Commissione Politiche Sociali, apparse sugli organi di stampa nelle ultime ore.
La polemica è nata in seguito alla mancata partecipazione della Commissione a un incontro con gli enti del Terzo Settore, convocato per discutere della gestione di un bene confiscato alla mafia da destinare, tramite coprogettazione, a un progetto del programma “Dopo di noi” per persone con disabilità.
“Mai teso a svuotare il ruolo dei consiglieri, solo accuse strumentali”
“Stupore e delusione” sono le parole scelte da Mendolicchio per aprire il suo comunicato, respingendo con fermezza l’accusa di voler marginalizzare le funzioni consiliari. “Non c’è mai stata e non ci sarà mai da parte mia, dell’Ambito Territoriale Sociale, dell’assessorato o dell’esecutivo alcuna tendenza a svuotare il ruolo dei consiglieri comunali o delle Commissioni. Al contrario – scrive – ogni interlocuzione è stata gestita nel rispetto delle prerogative istituzionali e nell’ottica della massima trasparenza”.
L’assessora sottolinea come le tematiche sociali delicate, come quelle trattate nel caso specifico, debbano essere affrontate con senso di responsabilità e spirito collaborativo, “non per ottenere visibilità personale, ma per dare risposte concrete alle persone e famiglie più fragili”.
“L’incontro era pubblico e comunicato: nessuna esclusione”
Nel merito della vicenda sollevata dalla Commissione, Mendolicchio precisa che l’incontro con gli enti del Terzo Settore si è svolto nella Sala del Consiglio Comunale, ed era stato “ampiamente pubblicizzato, anche sui canali istituzionali”. Aggiunge inoltre che “il presidente della Commissione e un componente erano stati informati”, ma ciò non ha impedito l’innesco di quella che definisce una “polemica pretestuosa”, che “non rende giustizia agli sforzi in atto per affrontare criticità complesse”.
Stoccata finale: “Più assenti che presenti”
La nota si chiude con una frecciata diretta ai consiglieri: “Per evitare malintesi futuri – afferma l’assessora – gli uffici saranno allertati affinché gli inviti siano sempre inoltrati via PEC, anche per le numerose iniziative pubbliche promosse”. E accusa apertamente i componenti della Commissione Politiche Sociali di aver partecipato poco o nulla alle attività promosse: “Finora si sono distinti più per le vistose assenze che per le discrete presenze”.
Una presa di posizione netta che non chiude, ma probabilmente riaccenderà il confronto politico tra assessorato e Commissione, in un ambito – quello del sociale – che richiede più che mai cooperazione istituzionale e meno schermaglie.










