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Home - Querele (e sconfitte) dell’ex sindaco Rotice contro l’Immediato, “Ossigeno per l’Informazione” accende i riflettori sul caso

Querele (e sconfitte) dell’ex sindaco Rotice contro l’Immediato, “Ossigeno per l’Informazione” accende i riflettori sul caso

Il Tribunale di Foggia proscioglie il direttore Pesante in due procedimenti: resta alta l’attenzione sul clima ostile verso la libertà di stampa in Capitanata

Di Redazione
12 Maggio 2025
in Cronaca, Manfredonia
Gianni Rotice; nel riquadro, Francesco Pesante

Gianni Rotice; nel riquadro, Francesco Pesante

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Nuovo focus di “Ossigeno per l’informazione” sulla libertà di stampa in provincia di Foggia. Al centro dell’approfondimento il caso Rotice, l’ex sindaco di Manfredonia che si scagliò contro l’Immediato attraverso una raffica di querele.

L’Osservatorio, nato per documentare e analizzare i problemi che affliggono i cronisti impegnati in prima linea nelle regioni del Mezzogiorno, ha raccontato delle sue sconfitte in tribunale dell’ex primo cittadino di Manfredonia, Gianni Rotice. Di seguito l’articolo.

“Manfredonia. Direttore de l’Immediato prosciolto da due querele dell’ex sindaco”

In un caso, Francesco Pesante è stato assolto, nell’altro il processo non è neanche iniziato. Ma ci sono altri processi in corso

OSSIGENO 12 maggio 2025 – Il Tribunale di Foggia ha dato ragione al giornalista Francesco Pesante, direttore della testata web ‘l’Immediato’, e lo ha prosciolto dalle accuse di diffamazione all’ex sindaco di Manfredonia Gianni Rotice, che lo aveva querelato due volte. Per una querela i giudici lo hanno assolto, per l’altra il procedimento non è neppure iniziato, per un difetto formale della denuncia.

LA PRIMA QUERELA – L’ex primo cittadino aveva presentato la denuncia incaricando l’ufficio legale del Comune, lamentando un’offesa alla sua onorabilità. Il 13 gennaio scorso si è presentato in aula per essere sentito in qualità di parte offesa. La sua deposizione non c’è stata perché la pm ha fatto notare di “non doversi procedere” per difetto di querela. L’articolo contestato infatti non citava Gianni Rotice, bensì un ex assessore e due consiglieri comunali dell’epoca indicati a tavola con un presunto narcotrafficante. La giudice ha accolto la tesi della pm e del legale de l’Immediato, Pierpaolo Fischetti che già all’udienza predibattimentale aveva sollevato la questione.

LA SECONDA QUERELA – Dopo un decreto penale di condanna emesso a dicembre 2022, Francesco Pesante ha fatto opposizione e il 7 aprile 2025 il giudice del tribunale di Foggia lo ha assolto, perché il fatto non sussiste. In un articolo pubblicato a giugno 2022, sulla visita a Bruxelles di una delegazione dell’amministrazione comunale di Manfredonia, il giornalista aveva ripubblicato una foto dell’incontro, poi sparita dai social di Gianni Rotice. All’appuntamento in Belgio con l’europarlamentare Lucia Vuolo per parlare delle difficoltà del settore pesca a Manfredonia era presente anche Libera Scirpoli, compagna di Gianni Rotice, che non aveva ruoli nello staff comunale. Il giornale evidenziò l’inopportunità della sua presenza, sia perché non aveva incarichi per giustificare la sua presenza a un incontro istituzionale, sia perché la donna è la sorella del boss Francesco Scirpoli, detto “Il lungo”, detenuto con una condanna definitiva per l’assalto a un portavalori e a processo con accuse di mafia. Il Comune di Manfredonia tempo prima era stato sciolto proprio per sospette infiltrazioni del mondo criminale. Secondo il giornale, l’ex sindaco avrebbe dovuto evitare di far partecipare all’incontro di Bruxelles la sorella di un capoclan. Gianni Rotice reagì denunciando, attraverso l’avvocata del Comune, parlando di “becero attacco giornalistico nei confronti del sindaco e dei rappresentanti della giunta sipontina”.

FRANCESCO PESANTE – “Siamo stati sempre convinti che l’esito dei procedimenti sarebbe stato vittorioso – dice il direttore de ‘l’Immediato’ a Ossigeno -, perché ci siamo basati su dati oggettivi come foto e documenti pubblici. Purtroppo non è finita qui, ci aspettano altri due procedimenti promossi dall’ex sindaco e un altro dalla sua compagna Libera Scirpoli, sorella di un boss del Gargano, e un altro ancora da Mary Fabrizio, che faceva parte di quella maggioranza comunale. È un vero e proprio stalking giudiziario. Siamo fiduciosi di spuntarla nuovamente. Speravamo che il lavoro della procura e l’udienza preliminare, archiviando queste querele temerarie, ci avrebbero evitato il dibattimento. Mi dispiace che non sia andata così”.

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Tags: Rotice
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