Singolare protesta dei consiglieri di opposizione al comune di Troia. Il gruppo consiliare di Democratici insieme, pur sedendosi regolarmente tra i banchi della minoranza nell’odierna seduta del consiglio comunale, ha deciso di effettuare lo “sciopero della parola”. “Un gesto simbolico ma potente – hanno detto Vincenzo Capuano, Sara Crucinio, Antonella Capozzo e Leonardo Cavalieri –, per denunciare una situazione divenuta ormai insostenibile. Una forma di protesta forte e dignitosa, di chi non vuole essere complice di un’amministrazione che ha smarrito il senso del confronto democratico e del rispetto istituzionale”.
E ancora: “Ci sentiamo mortificati nel nostro ruolo di consiglieri comunali, sistematicamente ignorati e non ascoltati. In quest’aula è stato impedito a un consigliere di parlare, violando il principio basilare del dibattito democratico. Inoltre non riceviamo gli atti e le documentazioni nei tempi e nei modi previsti dalla legge. Gli atti deliberativi sono generici, opachi e privi di trasparenza, impedendo alla cittadinanza di comprendere l’azione amministrativa”.
“Il sindaco – aggiungono i consiglieri di opposizione – continua a portare avanti un’azione amministrativa opaca, inconcludente e clientelare. Si preferisce – concludono – discutere di questioni irrilevanti, piuttosto che affrontare temi seri e urgenti, come la proliferazione selvaggia degli impianti FER e l’installazione di quattro impianti BESS nella zona di Cancarro, un’area di rilevante importanza ambientale e naturalistica. Questi impianti, progettati secondo normative antincendio ormai superate, non rispettano gli standard di sicurezza attuali. Nessuna informazione è stata fornita sugli esiti del tavolo rotonda, né tantomeno sono stati coinvolti i cittadini o i consiglieri comunali nella valutazione degli impatti ambientali e sociali. Tutto questo non può più passare sotto silenzio. E allora proprio con il silenzio abbiamo scelto di parlare”.













