Il fronte rossoverde si organizza in vista delle prossime elezioni regionali in Puglia. Sinistra Italiana ed Europa Verde, oggi riunite sotto il simbolo di Avs (Alleanza Verdi e Sinistra), puntano a rientrare nel Consiglio regionale rivendicando “una discontinuità biologica”, definizione coniata dal segretario nazionale di Si, Nicola Fratoianni, per segnare la volontà di superare l’esperienza politica di Michele Emiliano. Nel mirino, secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, c’è soprattutto la gestione del rimpasto che ha estromesso l’assessora all’Ambiente Anna Grazia Maraschio, erede dell’area vendoliana.
A Bari, durante un incontro pubblico organizzato da Avs, è tornato protagonista Nichi Vendola, ex presidente della Regione e figura simbolo della cosiddetta Primavera pugliese. Il leader di Terlizzi ha partecipato a una tavola rotonda insieme a Fratoianni, Maria Campese, Mimmo Lomelo, Mino Di Lernia ed ex esponenti regionali come Elena Gentile. Il messaggio è chiaro: Avs vuole incidere sul programma della coalizione che sosterrà Antonio Decaro, ma chiede “un salto di qualità”.
L’ipotesi di una candidatura per Vendola
È lo stesso Vendola ad affrontare l’argomento più atteso, quello di una sua possibile candidatura: “È una questione che interroga la mia coscienza”, ha detto, spiegando di ricevere pressioni continue da attivisti, volontari, associazioni. “Non voglio essere civettuolo – ha aggiunto – non è una scelta semplice, ma in ogni caso mi vedrete in Puglia, candidato o meno”. Non mancano le stilettate a Decaro: “Il voto favorevole al piano di riarmo della Commissione europea è stato un errore. Il Rearm non rafforza un sistema di difesa comune, rischia invece di armare i nazionalismi”.
Fratoianni ha rilanciato: “Avs è un progetto irreversibile”, ricordando l’exploit della lista alle europee e la crescente attenzione dei giovani. Le elezioni regionali del 2020 furono segnate dall’uscita di scena della sinistra ecologista, che non superò la soglia di sbarramento. Ora il vento sembra cambiato, e con esso l’obiettivo: tornare in Aula e pesare sulle scelte.
Un fronte largo e competitivo
L’orizzonte disegnato da Vendola e Fratoianni è quello di una coalizione che parta dai contenuti, non dai “nominalismi”. Una sinistra che sia “sentinella della qualità programmatica”, senza accontentarsi delle “cartoline” promozionali di una Puglia da spot. Vendola parla di crisi idrica, sanità sofferente, industria in affanno, e invoca un ritorno all’impegno dei movimenti: “Vent’anni fa cambiavamo stagione politica grazie alla società civile e ai giovani. Dobbiamo alzare di nuovo l’asticella”.
Sulla possibilità che Emiliano possa candidarsi al Consiglio regionale, Fratoianni è tranchant: “Ogni partito fa le sue liste, ma noi abbiamo criticato quella giunta con forza, a partire dall’estromissione della Maraschio”. Nonostante ciò, Avs mantiene il dialogo aperto con altre realtà della sinistra: “Non siamo un progetto chiuso – spiega Fratoianni – interloquiamo anche con la Convenzione democratica di Michele Laforgia”.
Le prime ipotesi sui candidati
Dalle retrovie del convegno trapela ottimismo. Lo racconta il sorriso di Nico Bavaro, esponente della segreteria nazionale di Avs, già al lavoro per definire le liste. Tra i nomi in campo spuntano quelli dell’ex sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, Ines Pierucci, Gano Cataldo, Danilo Scorrano, Ivan Stomeo ed ex amministratori come Anna Grazia Maraschio ed Elena Gentile. “Saremo competitivi”, assicurano i dirigenti.
Un revival, ma con l’ambizione di costruire un ciclo nuovo. E un occhio alla storia, come dimostra l’aneddoto su “quelle suore di Tricase” che nel 2005, secondo Vendola, furono decisive per la sua storica vittoria contro Raffaele Fitto: “Alla fine votarono il comunista”. La nostalgia resta sullo sfondo, il presente impone scelte. E Avs vuole giocarle tutte.













