Un colpo mortale mancato o un avvertimento? È l’interrogativo a cui stanno cercando di rispondere gli investigatori dopo l’agguato a Michele Bonaventura, 56 anni, avvenuto nel pomeriggio di domenica 23 febbraio in via Matera, nei pressi della sua abitazione. Un sicario incappucciato ha esploso più colpi di pistola calibro 38, ferendolo a una gamba e al polpaccio. Il ferito è stato soccorso da un figlio e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale locale, dove è stato medicato.
Gli inquirenti stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza installate nella zona e raccogliendo testimonianze per ricostruire la dinamica dell’agguato e individuare il responsabile. Resta aperta la questione del movente: il ferimento potrebbe essere legato all’omicidio di Luigi Ermanno Bonaventura, figlio della vittima, assassinato a 32 anni il 14 agosto 2021 in un plateale agguato in corso Leone Mucci. In quell’occasione, i killer aprirono il fuoco davanti a un autolavaggio, colpendo mortalmente il trentaduenne e ferendo anche due passanti, tra cui un ragazzino. Un omicidio rimasto impunito e che gli inquirenti sospettano fosse la risposta all’assassinio di Matteo Anastasio, avvenuto un mese prima, il 12 luglio 2021, quando il 42enne venne ucciso mentre festeggiava in strada la vittoria dell’Italia agli Europei di calcio.
Il passato di Bonaventura e le faide di mala
Michele Bonaventura, già noto alle forze dell’ordine, era tornato in libertà da poco, dopo una lunga detenzione per spaccio di droga. Il suo nome era comparso nel blitz “Tanatos” del 2008, operazione che portò all’arresto di nove persone per narcotraffico. Nel 2012 venne nuovamente arrestato per possesso di cocaina, e nel 2013 fu riarrestato mentre si trovava ai domiciliari per il ritrovamento di altre modeste quantità di droga nella sua abitazione.
Dopo l’omicidio del figlio Luigi Ermanno, gli equilibri criminali di San Severo hanno subito nuovi scossoni. La polizia, indagando sui legami tra gli omicidi di Bonaventura e Anastasio, ha eseguito otto arresti il 31 marzo 2023 su richiesta della Dda di Bari, con l’accusa di detenzione illegale di armi. Tra gli arrestati c’erano due fratelli, la madre e la compagna del trentaduenne ucciso. Nell’ambito dell’operazione, gli agenti sequestrarono un arsenale di armi, comprendente due mitragliette, tre pistole, un silenziatore e centinaia di munizioni, per il quale è stato condannato un altro figlio di Michele Bonaventura.
Un messaggio criminale o un nuovo regolamento di conti?
La pista del regolamento di conti tra clan resta quella più accreditata. Il ferimento di Bonaventura arriva in un momento di forte tensione nel sottobosco criminale di San Severo, città dove negli ultimi anni la violenza di mafia si è manifestata con agguati e omicidi irrisolti. Se l’obiettivo dell’aggressione fosse l’eliminazione del 56enne o un semplice avvertimento, lo chiariranno le indagini in corso.
La polizia continua a raccogliere elementi per individuare il mandante e l’esecutore materiale dell’agguato, consapevole che ogni colpo sparato nelle strade di San Severo potrebbe essere l’inizio di una nuova stagione di sangue.










