Anita Maurodinoia dice addio al gruppo del Partito Democratico in Regione Puglia e annuncia il suo passaggio al gruppo misto e all’opposizione. La decisione, maturata dopo mesi di tensioni interne, arriva con una dichiarazione netta: “Troppi veleni e ipocrisie, tolgo il disturbo”.
Già assessora ai Trasporti nella giunta Emiliano, Maurodinoia aveva rassegnato le dimissioni nel 2023, dopo essere stata coinvolta in un’inchiesta giudiziaria, pur dichiarandosi estranea ai fatti. Una scelta che, secondo la consigliera, era stata dettata dal senso di responsabilità e dal rispetto delle istituzioni, nella convinzione di dover tutelare il partito e il presidente Michele Emiliano.
L’accusa: “Esclusa e isolata dal PD”
A distanza di mesi, però, Maurodinoia denuncia di essere stata progressivamente emarginata dal gruppo consiliare del PD. “Mi sono ritrovata in una quarantena insostenibile: esclusa da incontri, riunioni, commissioni e iniziative”, scrive nella sua nota, parlando di un ambiente diventato “asfissiante” e di pregiudizi che, a suo dire, hanno di fatto già emesso una sentenza politica nei suoi confronti, prima ancora che la giustizia faccia il suo corso.
Di fronte a questo scenario, la consigliera ha deciso di lasciare il gruppo del PD e di passare all’opposizione, pur precisando di non voler contrastare il governo regionale né rinnegare il lavoro svolto in giunta. “Sono e sarò sempre grata al presidente Emiliano per la sua fiducia e umanità”, sottolinea Maurodinoia, precisando che il suo nuovo ruolo in Consiglio non sarà di opposizione preconcetta, ma basato sul merito delle proposte.
Verso un nuovo equilibrio in Consiglio regionale
Il passaggio di Maurodinoia al gruppo misto apre nuovi scenari negli equilibri interni al Consiglio regionale pugliese. La sua uscita dal gruppo PD rappresenta un segnale di frattura in una maggioranza già attraversata da tensioni, mentre il suo posizionamento da indipendente potrebbe renderla un elemento chiave in alcune votazioni.
Con questa scelta, la consigliera si smarca dal PD, ma resta nel campo del dialogo istituzionale, riservandosi di valutare di volta in volta i provvedimenti con la libertà di voto. Una mossa che, nel clima politico pugliese, potrebbe avere ripercussioni anche sul lungo termine.









