• Contatti
giovedì 4 Giugno 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Mafia garganica e ‘ndrangheta, la Cassazione conferma condanna per un fedelissimo di Enzo Miucci

Mafia garganica e ‘ndrangheta, la Cassazione conferma condanna per un fedelissimo di Enzo Miucci

La rete criminale di Monte Sant’Angelo gestiva droga e armi con collegamenti con la criminalità calabrese. Ruolo chiave per Libero Lombani

Di Redazione
18 Febbraio 2025
in Cronaca, Gargano
Lombani e Miucci

Lombani e Miucci

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sette anni e quattro mesi di reclusione per Libero Lombani, ritenuto parte attiva nell’organizzazione criminale dedita al narcotraffico guidata da Enzo Miucci, boss del Gargano detto “U’ Criatur”, reggente del clan Li Bergolis-Miucci. La sentenza, che respinge il ricorso presentato dalla difesa, certifica il ruolo di Lombani nell’organizzazione capeggiata da Miucci, con collegamenti diretti anche con la ‘ndrangheta calabrese per la fornitura di droga.

Il ruolo di Enzo Miucci e la rete del traffico di droga

L’indagine, basata su intercettazioni, sequestri e pedinamenti, ha evidenziato la struttura organizzata del gruppo criminale con base a Monte Sant’Angelo, sotto il comando di Miucci e del suo braccio destro Matteo Pettinicchio, da pochi giorni collaboratore di giustizia.

La banda gestiva un traffico di stupefacenti su larga scala, con forniture destinate anche a clan calabresi. La sentenza ricostruisce uno degli episodi chiave del settembre 2016, quando un carico di un chilo di eroina venne fornito a una ‘ndrina, con un ruolo attivo di Lombani, che avrebbe messo a disposizione i mezzi e accompagnato gli acquirenti nel corso della trattativa.

Il gruppo operava con modalità estremamente riservate, evitando l’uso di telefoni e preferendo scambi di informazioni in luoghi sicuri e conosciuti, una tecnica che ha reso più difficile il lavoro degli inquirenti ma che non ha impedito di ricostruire i movimenti dell’organizzazione.

Il sequestro delle armi e il legame con il boss

Un altro elemento chiave emerso nel processo riguarda la disponibilità di armi da parte dell’organizzazione. Lombani venne fermato a novembre 2016 mentre si trovava in auto con Miucci e Pettinicchio, trasportando un carico di armi e munizioni. La sentenza sottolinea come questo episodio dimostri la fiducia e la stretta collaborazione tra Lombani e i vertici del gruppo criminale.

La Corte ha riconosciuto che il clan Miucci disponeva di un vero e proprio arsenale e che la disponibilità di armi fosse parte integrante dell’attività illecita dell’organizzazione, utilizzate sia per la difesa del traffico di droga sia per eventuali regolamenti di conti.

La sentenza: struttura gerarchica e ruoli ben definiti

Il verdetto conferma la presenza di un’associazione altamente strutturata e gerarchica, con ruoli ben definiti: Enzo Miucci al vertice dell’organizzazione; Matteo Pettinicchio come suo luogotenente; Libero Lombani, suo assistente diretto, con compiti logistici e di supporto nelle operazioni; Rosario Starace, addetto alla custodia della droga; Giulio Guerra, contabile del gruppo; Giovanni Melchionda, incaricato della distribuzione agli acquirenti.

La Cassazione ha respinto tutti i motivi di ricorso, confermando la solidità del quadro probatorio e ribadendo la responsabilità di Lombani all’interno del clan Miucci.

Un’organizzazione con proiezione nazionale

La sentenza evidenzia come l’attività del gruppo andasse oltre il territorio garganico, con collegamenti con altre organizzazioni criminali e una gestione capillare del traffico di stupefacenti. L’operazione ha dimostrato la capacità del clan Miucci di inserirsi nei mercati della droga su vasta scala, con una rete di contatti e forniture di elevato livello.

Con questa decisione, la giustizia ha assestato un colpo importante al narcotraffico nel Gargano, confermando il ruolo centrale di Enzo Miucci e della sua organizzazione in uno dei traffici più rilevanti della zona.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: lombanimafiaMiucci
Articolo precedente

Manfredonia, boom di mazzancolle: il clima cambia la pesca nel Mediterraneo

Articolo successivo

Fovea beer day: il birrificio Rebeers apre le porte alla città. Un viaggio nell’innovazione del grano duro

Articoli correlati

I leader del campo largo tirano la volata a Rossella Fini. “La donna giusta per cambiare San Giovanni”

Schlein a San Giovanni Rotondo: “Difenderemo Casa Sollievo, i lavoratori non possono pagare gli errori della gestione”

Gisella Naturale

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Armando Li Bergolis

Armando Li Bergolis replica a l’Immediato: “Intercettazioni da approfondire, non condivido le sentenze”

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

Ultime Notizie

Gisella Naturale
Cronaca

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

La senatrice interviene dopo le dichiarazioni dell'attivista Soumaila Diawara sul ghetto di Borgo Mezzanone. Chiesti controlli e approfondimenti da parte...

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

Liste d’attesa, la Puglia migliora ma resta tra le regioni in ritardo: oltre la metà delle prestazioni fuori dai tempi previsti

I clan foggiani puntano sul Molise: interdittive antimafia a ristoranti, sale giochi e concessionarie

Antonio De Sabato

Docufilm su Federico II, De Sabato: “Capitanata assente dal racconto dello Stupor Mundi, ora candidatura Unesco”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024