Il Comune di Foggia perde un’importante opportunità per la mobilità sostenibile. Il progetto per la realizzazione di percorsi ciclabili e ciclopedonali, presentato il 16 gennaio 2024 alla Regione Puglia, è stato bocciato a causa di gravi carenze formali e non ha superato la verifica di ammissibilità.
Ad annunciare la notizia è il consigliere comunale di opposizione Nunzio Angiola, che in un post su Facebook ha denunciato l’ennesimo fallimento amministrativo: “Un pastrocchio in grande stile. A pagarne le spese sono i cittadini foggiani. Foggia merita di più”.
Secondo quanto riportato dal dirigente della Sezione Mobilità della Regione Puglia, il progetto presentato dal Comune non soddisfaceva i requisiti minimi richiesti. Tra le principali criticità individuate ci sono la mancanza della relazione di verifica preventiva dell’interesse archeologico e l’assenza della relazione di sostenibilità dell’opera. Inoltre, nel documento sono state riscontrate altre anomalie, come l’indicazione errata degli estremi della nomina del sindaco pro tempore, dati imprecisi sulla lunghezza totale dei percorsi previsti e una denominazione del progetto non coerente con quanto richiesto dal bando. Infine, mancavano due documenti distinti, la relazione generale e la relazione tecnica.
Il Comune aveva provato a correggere le lacune inviando delle osservazioni, ma anche queste sono state giudicate insufficienti dalla Regione. Il finanziamento avrebbe permesso di potenziare la rete di piste ciclabili e ciclopedonali, promuovendo una mobilità più sostenibile e sicura per i cittadini. La bocciatura rappresenta dunque una battuta d’arresto per Foggia, che resta indietro rispetto ad altre città pugliesi sul fronte dell’ammodernamento urbano e della viabilità alternativa.
Il caso solleva inevitabili polemiche politiche, con l’opposizione che punta il dito contro l’inefficienza dell’amministrazione comunale e chiede maggiore competenza nella gestione dei fondi pubblici. Intanto, a pagare il prezzo di questa mancata opportunità, sono i cittadini foggiani, che dovranno aspettare ancora per avere infrastrutture ciclabili adeguate.










