“Foggia e la periferia tra ieri e domani. Legalità e sviluppo”, è stato questo il titolo del forbito convegno di Italia Nostra, presieduta a livello provinciale dalla professoressa Pina Cutolo e a livello cittadino da Nicola Pesante.
Nel corso dell’evento, come ha spiegato l’attivista, si è inteso affrontare l’annosa questione del Pug per dare nuovo impulso alla sua adozione, “il cui aspetto prioritario dovrebbe essere quello della Rigenerazione urbana e, al contempo, il problema del disagio abitativo”, ha osservato.
“È indubbio, peraltro, che, per dare finalmente una svolta alla qualità non solo dell’abitare, ma anche della vita in questa città, non si può eludere un aspetto importante, come quello della poco diffusa coscienza civica e della scarsa volontà partecipativa della cittadinanza che, invece, deve essere stimolata e anche gratificata, se si vuole realizzare una reale ed efficace cura dei beni comuni, facendo leva su quel senso di appartenenza che da sempre fatica a radicarsi tra i foggiani. Urge, pertanto, conciliare sviluppo e rigenerazione con la necessità di evitare ulteriore consumo di suolo, ben consapevoli di quanto sia stato disatteso il Piano Urbanistico di Leonardo Benevolo del 1992, tuttora vigente, che non prevedeva un’ulteriore espansione della città, atteso il mancato aumento della popolazione negli ultimi decenni, ma puntava soprattutto alla riqualificazione di alcuni quartieri, come quelli settecenteschi, realizzati ormai tre secoli fa sull’onda dell’emergenza del terremoto del 1731. Foggia è una città che è esplosa con l’urbanistica convenzionata con delle periferie che sono quartieri dormitori. È devastante quello che si vede a Masseria Pantano, una struttura straordinaria intorno alla quale c’è una vera e propria discarica. Per queste emergenze dimenticate e abbandonate all’oblio abbiamo ipotizzato l’impegno di comitati periurbani che riescono a sperimentare laboratori di inclusione”.
L’amministrazione era presente alle sollecitazioni di Italia Nostra e degli Amici del Museo presenti con Carmine de Leo e dell’Archivio di Stato. In sala oltre alla sindaca Maria Aida Episcopo sono intervenuti gli assessori alla Legalità e all’Urbanistica e Lavori Pubblici, Giulio de Santis e Giuseppe Galasso.
A fronte del recupero di Piazza Mercato annunciato da de Santis e dell’arrivo di un grosso artista che realizzerà un murales, Galasso ha evidenziato alcune prossime progettualità.
“Una delle peculiarità della nostra città sono i tratturi, dobbiamo ipotizzare una sede diversa dell’Archivio di Stato, i custodi di questa storia hanno il diritto di avere una allocazione idonea centrale e di riferimento, l’utenza arriva da province limitrofe. Piano delle Fosse una piazza meravigliosa ed enorme, mi viene in mente un protocollo col Politecnico di Bari sulla possibile ricostruzione storica per mettere su un Documento di Indirizzo alla Progettazione, il documento preordinato a gare o concorsi di progettazione. L’incarico del Politecnico non è alternativo ma è un incarico di messa a sistema, ci forniranno tutti i prospetti in modo di creare un dip importante”.
Enormi i problemi della ciclabilità secondo Galasso, che ha in mente di istituire come a Bari una consulta della mobilità sostenibile, per concordare le scelte.
“Foggia non è bella, ma è meravigliosa, lo dico con convincimento. Ma è ferma al palo da decenni sotto tanti punti di vista e soprattutto per le nostre professioni. La legge 36 varata nel 2023 dalla Regione Puglia testataè tra le priorità nostre. Siamo riusciti a chiarire che i passaggi da fare sono due, uno dei quali in Consiglio comunale. Abbiamo avviato le procedure di non assoggettabilità a Via, di concerto è emerso il tema delle zone intercluse. Noi ne abbiamo fatto una interpretazione espansiva. Il Comune ha un itinere una consulenza su Pums, piano parcheggi e piano traffico”.
Galasso vuole replicare anche a Foggia degli interventi di urbanistica tattica, come quelli di Bari, il caso Carbonara e San Cataldo con un intervento di pedonalizzazione hanno fatto scuola.
“Gli unici contatti li abbiamo avuti solo con la commissione Territorio, ci dicono i professionisti, Io dico che non è vero, vi rinnovo l’invito”, ha detto rivolto al presidente Faccilongo dell’Ordine degli Architetti. “Non abbiamo trovato interlocuzioni. Faremo concorsi internazionali, a Bari abbiamo portato Boeri, Fuksas, massima apertura alla soluzione concorsuale. Mi piace citare Italo Calvino. Di una città non dobbiamo cercare delle 7 o 77 meraviglie, ma cercare le risposte alle nostre domande”.
Ogni periferia ha una sua esigenza, ha rimarcato il supertecnico, il Villaggio Artigiani in una zona mista è senza marciapiedi, non ha una chiesa. Diverse le esigenze del Diaz, del Salice.
“Siamo consapevoli che non potremo portare il Pug nei prossimi mesi, ma lo porteremo entro la chiusura del primo mandato della sindaca. Ma parallelamente possiamo portare dei progetti anticipatori come l’ex distretto o le aree ferroviarie dismesse”.









