La campagna cerealicola nel Foggiano è ormai agli sgoccioli. Sono pochi i campi di grano ancora da trebbiare. Questa mattina a Ordona, a bordo di una delle tante mietitrebbia della zona, abbiamo fatto il punto con il CREA e con Coldiretti.
“La produzione di grano in Puglia – fa sapere Mario De Matteo, presidenti Coldiretti Foggia – è stimata quest’anno in calo del 40-45% per effetto della prolungata siccità che ha stretto tutta la regione in una morsa per mesi causando il taglio delle rese, ma la qualità risulta straordinaria con in media 85 di peso specifico e 14 di proteine, motivi per cui dovranno essere riconosciute giuste remunerazioni ad un prodotto di alta qualità”. L’appello di De Matteo è “comprare sempre made in Italy”.
Intanto la Turchia ha annunciato il divieto all’importazione di grano estero a partire dl 21 giugno 2024 fino a metà ottobre 2024, mentre solo nei primi 2 mesi del 2024 ha esportato 35 milioni di chili di frumento duro, quasi la stessa quantità registrata in tutto il 2022.
“La decisione della Turchia è stata motivata con la volontà di proteggere la produzione nazionale dalle diminuzioni di prezzo alla produzione, durante il periodo di raccolta. La misura ha un impatto rilevante sulle esportazioni di grano dalla Russia che è il principale fornitore della Turchia. Effetti sono attesi anche sul mercato europeo considerato che la Turchia è stata accusata di effettuare triangolazioni nel commercio di grano dalla Russia sul quale l’Unione Europa ha imposto dazi maggiorati a partire dal prossimo 1° luglio”.
“L’annata cerealicola si è chiusa con rese medie basse – le parole di Pasquale De Vita del Crea -. La qualità, però, è ottima. La mancata produzione è dovuta anche all’andamento climatico, non abbiamo avuto l’inverno. La pianta si è proprio predisposta a produrre poco. Non possiamo pensare a questa provincia senza il grano duro”.









