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Home - Nove rapine in un anno e mezzo, tabaccaia alle corde: “Sono in pericolo di vita, non si può lavorare così”

Nove rapine in un anno e mezzo, tabaccaia alle corde: “Sono in pericolo di vita, non si può lavorare così”

Di Roberta Fiorenti
5 Luglio 2016
in Cronaca
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rapina cerignola via vittorio veneto

“Se non fosse intervenuta così tempestivamente la polizia, non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere”. È ancora molto scossa la signora Annarita. Si guarda intorno indagando i volti. Terrorizzata dai rombi dei motori delle due ruote che attraversano i vicoli della piazza. La signora Annarita e suo marito avevano appena abbassato la saracinesca della loro tabaccheria in via Vittorio Veneto a Cerignola e si dirigevano verso la propria auto quando il primo luglio scorso due malviventi a bordo di uno scooter T-Max, con la targa camuffata, si aggiravano in zona Sant’Antonio con l’obiettivo di derubarli dell’incasso della mattinata. Hanno pochi dubbi a riguardo gli agenti della Ps che hanno sventato il tentativo di rapina, mentre sono ancora in corso le indagini per accertare l’identità dei malfattori. Si sono dati alla fuga appena scorta la volante, esplodendo due colpi di pistola. Gli agenti hanno risposto al fuoco nel lungo inseguimento, risalendo verso il corso principale, prima di essere seminati.

Si è risolto senza conseguenze, fortunatamente, il tentativo di rapina ai danni dell’esercizio nel mirino della criminalità. Nell’arco di un anno e mezzo è stato saccheggiato ripetutamente, per ben 9 volte. L’ultima a marzo scorso. Armati e sfacciati i rapinatori attesero la chiusura serale e a volto scoperto inseguirono i coniugi, malmenando la donna che osò reagire.

“Ormai ci sentiamo in pericolo di vita. Non si può lavorare così. Non voglio vendere la mia tabaccheria –confida tra le lacrime a l’Immediato la signora Annarita- ma abbiamo bisogno di aiuto. Di sicurezza più che di aiuto”. È stata sporta regolare denuncia ad ogni episodio di rapina e Annarita si era anche rivolta all’amministrazione comunale per richiedere maggiore sicurezza in occasione dell’ultima incursione criminale. “Mi ha ricevuta il signor Amato (capo di Gabinetto del sindaco Franco Metta, ndr) che quando raccontai l’accaduto, esprimendo la mia disperazione nel sentirmi costretta a chiudere, mi suggerì che fosse l’unica soluzione. É tutto quello che abbiamo e ho sempre lottato in tutti modi, contrastando anche la volontà di mio marito, vendendomi di tutto per continuare a tenermi il tabacchino. Tutta la famiglia fa sarifici enormi. Noi abbiamo il diritto di lavorare in piena tranquillità e credo che le istituzioni abbiano il dovere di tutelarci”, aggiunge la donna, esprimendo gratitudine nei confronti delle forze dell’ordine. “Voglio ringraziare pubblicamente gli agenti di polizia che erano nei paraggi e sono intervenuti in nostro aiuto rischiando la vita, e uno in particolare, L. E., che è davvero un angelo. Mi incoraggia a non arrendermi e mi ha anche accompagnata a Foggia quando sono andata a testimoniare.

I titolari della rivendita hanno prima valutato la possibilità di dotarsi di un servizio di vigilanza, almeno per tre ore al giorno, optando poi per un sistema di videocamere e porta blindata. Tra ripetute rapine, danneggiamenti subiti ad ogni irruzione e misure di sicurezza assunte, la perdita economica si aggira intorno ai 20mila euro. 

“Mi sembra un incubo, mio marito è sotto choc. Ci sentiamo sotto costante minaccia. Io e mio marito apriamo e chiudiamo sempre insieme dopo tutte queste rapine. Esco di casa al mattino e la sera rincaso alle 21, lasciando a casa una figlia disabile al limite dello stato vegetativo, che la mia figlia più piccola assiste al posto mio, mentre il maggiore dei nostri figli ci da una mano a lavoro. Ci barrichiamo qui dentro e prima di aprire controllo il monitor collegato alla telecamera con la paura di un nuovo assalto”, continua la donna, persuasa ad abbassare la saracinesca. “Vendere significherebbe per me buttare al vento i nostri sacrifici, ma non si può rischiare la vita per lavorare”.  

Anche questa volta Annarita ha cercato un confronto con le istituzioni e ieri pomeriggio l’assessore alla sicurezza Pia Zamparese si è presentata nella sua tabaccheria, promettendo interventi per migliorare le condizioni di sicurezza della piazza. Contattata telefonicamente, l’assessore ha preferito non rilasciare dichiarazioni: “Si è trattato di un incontro personale e non istituzionale”.

Tags: CerignolaPia ZampareseRapinavia Vittorio Veneto
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