Frenetica campagna acquisti di Gianni Rotice per prolungare la sua permanenza al Comune di Manfredonia. Dopo aver ritirato le dimissioni, ora il sindaco dovrà presentare una squadra di governo alla città. Al momento mancano vicesindaco e assessore al Personale a causa della defenestrazione del giovane forzista Giuseppe Basta e delle dimissioni di Libero Palumbo. La maggioranza è risicatissima: 12 + uno (il sindaco) contro i 12 della minoranza composti dai nove consiglieri storici più i tre di Forza Italia passati all’opposizione in seguito alla crisi politica.
Riguardo agli assessori, Rotice avrebbe offerto poltrone ad alcuni professionisti locali trovando solo porte chiuse. Ed allora il sindaco-imprenditore starebbe pescando fuori Manfredonia: in particolare a Foggia e Apricena. Nella città delle cave avrebbe interessi anche extra politici. Rotice fu inoltre sostenitore del sindaco apricenese della Lega, Primiano Di Mauro alle scorse Provinciali, decisione che creò una spaccatura insanabile con Forza Italia, partito che lo trascinò alla vittoria nel 2021.
Riguardo agli assetti interni a Palazzo San Domenico, l’assessora Antonella Lauriola, una delle più attive per salvare il sindaco dalla caduta, potrebbe lasciare la delega al Bilancio per ottenere un incarico meno gravoso e maggiormente alla sua portata. Durante la crisi si mostrò preoccupata di restare senza ruoli in caso di nuove elezioni. Occhio anche al consigliere di maggioranza Michele Paglione che potrebbe ottenere una delega alla pubblica istruzione.
C’è poi l’ex capogruppo di Forza Italia, Vincenzo Di Staso che firmò le dimissioni per far cadere Rotice, salvo poi ritirarle forse in seguito a pressioni familiari. Ebbene, ci sarebbe l’ipotesi di un suo passaggio in Fratelli d’Italia, partito assente in Consiglio comunale. Inizialmente i meloniani erano rappresentati da Adriano Carbone, poi estromesso da Fdi dopo il suo coinvolgimento nel processo mafioso “Omnia Nostra”. A fine ottobre la sentenza a Bari, in caso di condanna Carbone decadrebbe dalla carica.
Intanto, l’opposizione si appresta a presentare la mozione di sfiducia al sindaco. I nove consiglieri storici vanno avanti compatti mentre si attendono segnali dai tre di Forza Italia. Per l’approdo in Consiglio comunale, però, bisognerà aspettare il mese di ottobre. La mozione dovrà essere presentata da una maggioranza qualificata e messa all’ordine del giorno. Successivamente verrà discussa in aula e si procederà al voto.
Ma questo, come detto, non potrà avvenire prima del prossimo mese. Giovedì è già in calendario un altro Consiglio comunale nel quale Rotice dovrà spiegare all’aula – e alla città – come intende portare avanti il suo sciagurato governo cittadino e soprattutto con chi. In riva al golfo sono tutti in trepida attesa. (In foto, Rotice, Carbone e Lauriola)
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