• Contatti
giovedì 4 Giugno 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - La “pace” tra i boss di San Severo nel processo a “Pinuccio il ragioniere”. L’accusa: “Riconobbe ‘anzianità’ di Nardino”

La “pace” tra i boss di San Severo nel processo a “Pinuccio il ragioniere”. L’accusa: “Riconobbe ‘anzianità’ di Nardino”

Di Francesco Pesante
15 Dicembre 2021
in Cronaca
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Si anima il processo a Giuseppe La Piccirella, detto “Pinuccio il ragioniere”, capo dell’organizzazione criminale Testa-La Piccirella. Scontro tra accusa e difesa su una conversazione intercettata in carcere tra il boss Franco Nardino detto “Kojak” e suo fratello Roberto alias “Patapuff”, rivali del “ragioniere”.

La Piccirella è a processo nel Tribunale di Foggia in seguito al suo coinvolgimento nel blitz “Ares” del 2019. Gli altri arrestati sono già stati condannati in abbreviato qualche mese fa, mentre “il ragioniere” ha scelto la strada del rito ordinario insieme al foggiano Giuseppe “Papanonno” Spiritoso, quest’ultimo con posizione marginale.

Nell’ultima udienza del processo, la difesa (avvocato Marinelli) ha chiesto di acquisire l’intercettazione del 30 dicembre 2015 tra i fratelli Nardino. Nella conversazione, infatti, ci sarebbero elementi che potrebbero contraddire l’interpretazione accusatoria in merito all’estorsione nei confronti di Giuseppe Vistola detto “Fafum”. Quest’ultimo fu vittima di agguato e, secondo l’accusa (pm Manganelli), l’azione criminale venne organizzata dal gruppo di La Piccirella per costringere l’uomo a versare una percentuale sulla droga venduta a San Severo. Da quel giorno Vistola sarebbe diventato a tutti gli effetti un membro del clan. Sempre secondo l’accusa, l’organizzazione criminale chiedeva “il punto” agli spacciatori locali, costringendoli, inoltre, a vendere soltanto il fumo. Ma non cocaina ed eroina. Vistola, ricordiamolo, è già stato condannato in abbreviato per il possesso di una piantagione di marijuana trovata a Serracapriola.

Ma il processo punta anche a fare luce su una somma di denaro che La Piccirella avrebbe consegnato a Nardino come “riconoscimento di anzianità” durante un incontro tra i boss finalizzato ad una “pax criminale” tra i due clan. “In segno di rispetto” La Piccirella avrebbe lasciato a Nardino 500 euro in contanti. Per la difesa, La Piccirella avrebbe consegnato questi soldi affinché si effettuasse un bonifico nei confronti di una terza persona, ma non per finalità illecite. Per l’accusa, invece, è uno degli episodi che proverebbe l’esistenza di una vera e propria associazione mafiosa a San Severo.

Inoltre, la difesa ha tentato di dimostrare l’inattendibilità delle conversazioni e captazioni registrate presso l’abitazione di Nardino, luogo dove “Kojak” avrebbe affermato che La Piccirella gli confidò di esserci lui dietro l’estorsione a Vistola. “Conversazioni ambientali frutto di informazioni o di dichiarazioni non riscontrate e non riscontrabili”, a parere dei legali dell’imputato. La difesa ha chiesto al collegio di acquisire anche i brogliacci, ma se ne parlerà durante la prossima udienza.

Nel frattempo, la pm ha chiesto di rinunciare a ventidue testimoni, una mossa che potrebbe snellire notevolmente il processo. Ora l’appuntamento è a febbraio quando sarà ascoltato uno dei principali investigatori per la posizione di Spiritoso.

La Piccirella è accusato di mafia, traffico di droga, 5 imputazioni di spaccio, duplice tentato omicidio, 3 estorsioni, 4 tentativi di estorsione, gambizzazione, 9 imputazioni di armi, 3 di ricettazione e una di furto. L’imputato segue il processo dal carcere di Teramo dove è detenuto in regime di Alta Sicurezza. Sentenza prevista entro l’estate 2022.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Tags: LA PICCIRELLAMafia San Severo
Articolo precedente

Avanzata del Covid in Italia, oltre 23mila nuovi casi e 129 morti. Ancora in netto rialzo i ricoveri

Articolo successivo

20 milioni di euro per i borghi pugliesi. Parte la sfida degli attrattori culturali del PNRR

Articoli correlati

Gisella Naturale

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

I clan foggiani puntano sul Molise: interdittive antimafia a ristoranti, sale giochi e concessionarie

Domenico Centrone e Dina Alberizia

Attivista foggiana ancora detenuta in Libia: slitta il rientro di Dina Alberizia e Domenico Centrone

Photored attivi a Foggia: multe fino a 665 euro per chi passa con il rosso

Ultime Notizie

Gisella Naturale
Cronaca

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

La senatrice interviene dopo le dichiarazioni dell'attivista Soumaila Diawara sul ghetto di Borgo Mezzanone. Chiesti controlli e approfondimenti da parte...

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

Liste d’attesa, la Puglia migliora ma resta tra le regioni in ritardo: oltre la metà delle prestazioni fuori dai tempi previsti

I clan foggiani puntano sul Molise: interdittive antimafia a ristoranti, sale giochi e concessionarie

Antonio De Sabato

Docufilm su Federico II, De Sabato: “Capitanata assente dal racconto dello Stupor Mundi, ora candidatura Unesco”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024