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Home - Sfruttò i 12 braccianti morti nella strage sulla Statale 16. Arrestato imprenditore del Gargano per caporalato

Sfruttò i 12 braccianti morti nella strage sulla Statale 16. Arrestato imprenditore del Gargano per caporalato

Di Redazione
20 Ottobre 2021
in Cronaca
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Si è chiusa oggi la complessa attività di indagine per il contrasto al “caporalato”, dopo la strage della strada che è costata la vita a 12 braccianti sulla Statale 16. I carabinieri della compagnia di Vico del Gargano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di imprenditore agricolo 53enne di Cagnano Varano, con gravi precedenti di polizia, ritenuto responsabile, in concorso, del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (artt. 603 bis e 110 c.p.).

Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, con l’ausilio dei reparti del comando provinciale Carabinieri ed il locale Nucleo CC Ispettorato del Lavoro, sono partite dall’incidente stradale plurimortale, avvenuto alle ore 15.00 del 6 agosto 2018, in Lesina, località “Ripalta” sulla SS 16, dove quattordici cittadini africani subsahariani, a bordo di un furgone Ford “Transit”, diretti a Termoli e provenienti da Capojale di Cagnano Varano, collidevano frontalmente con autoarticolato. Nel sinistro, per le gravissime lesioni riportate, decedevano dodici braccianti e due subivano gravi ferite.

Ad occuparsi dei rilievi del sinistro furono i carabinieri di Lesina, mentre la sezione operativa del NOR della compagnia di San Severo si è occupata dell’accertamento dell’identità delle vittime, operazione portata a compimento mediante la verifica delle impronte papillari. L’evento ha avuto ampia risonanza mediatica, richiamando l’attenzione delle autorità nazionali sulla provincia di Foggia, per via dello sfruttamento della manodopera agricola straniera, della condizione e sicurezza dei luoghi di lavoro, del degrado alloggiativo dei braccianti e del loro trasporto con veicoli inadeguati e fatiscenti.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, ha avvitato e sviluppato una complessa attività d’indagine, con la collaborazione del Nucleo CC Ispettorato del Lavoro di Foggia, facendo emergere che, nei mesi di luglio-agosto 2018, l’allora 51enne cagnanese ed il figlio 26enne, assumevano ed impiegavano nei loro terreni per la raccolta di pomodori, 17 braccianti agricoli nord africani, reclutati da un “caporale” extracomunitario 39enne (deceduto nell’incidente), sottoponendoli a sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno, che veniva desunto dalle condizioni di lavoro accettate e dalle condizioni alloggiative in cui erano costretti a vivere, caratterizzate da case rurali, distanti dai terreni di lavoro, privi di porte, finestre, servizi igienici e acqua corrente. Dalle indagini svolte è emerso che i quattordici braccianti nordafricani coinvolti nel sinistro del 6 agosto 2018, di età compresa dai 21 ai 41 anni, quella mattinata avevano svolto l’attività di raccolta di pomodori sui terreni dell’azienda agricola della località marina di Capojale.

Grave il quadro indiziario emerso a carico dei due indagati: reiterata retribuzione dei braccianti gravemente sproporzionata, metodica violazione della disciplina degli orari di riposo dei lavoratori, violazione della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e sottoposizione dei lavoratori a condizioni di lavoro degradanti. Tutte risultanze documentate dalle dichiarazioni rese da altri braccianti e da quelli sopravvissuti all’incidente stradale, dalle consulenze tecniche svolte e dall’analisi delle documentazioni aziendali. Determinante, ai fini dell’attività investigativa, la difficile analisi e “decifrazione” ad opera del pm, di un bloc notes, rinvenuto all’interno del furgone Ford “Transit” il giorno dell’incidente, mediante il quale l’inquirente riusciva a documentare che quel manoscritto altro non era che il “brogliaccio” promemoria usato dagli intermediari per l’impiego degli extracomunitari.

I collegamenti riguardanti le responsabilità dell’attività di “caporalato” svolta dall’extracomunitario 39enne, portava gli investigatori ad attivare nel Molise analoga attività investigativa, dove lo straniero risultava aver svolto quell’illecita attività a favore di un’altra azienda agricola, che aveva visti impiegati anche i braccianti deceduti nel sinistro. In questi giorni, le importanti risultanze delle indagini hanno portato il Tribunale del riesame di Bari, in accoglimento dell’appello proposto dal pubblico ministero, all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per i delitti di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, nei confronti dell’imprenditore agricolo 53enne cagnanese, eseguita dai carabinieri di Vico e Cagnano.

Tags: caporalatoFoggiagarganoIncidenteStatale 16strage migranti
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