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Home - Pronto soccorso, ecco come Foggia ha evitato un’altra Nola. “Organizzati in tempi record”

Pronto soccorso, ecco come Foggia ha evitato un’altra Nola. “Organizzati in tempi record”

Di Michele Iula
11 Gennaio 2017
in Sanità & Salute
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emergenza-pronto-soccorso-12

L’apertura d’urgenza di un’ala nuova del Pronto soccorso avrebbe evitato che si verificasse a Foggia una situazione analoga a quella di Nola, dove è stato immortalato il fallimento della sanità nelle immagini dei pazienti curati a terra che hanno fatto il giro d’Italia. “In dieci anni, un afflusso di pazienti come negli ultimi giorni non c’è mai stato”, ha dichiarato a l’Immediato il direttore Vito Procacci. Il 30 per cento di pazienti in più rispetto all’anno scorso, con la spinta decisiva del picco influenzale che ha anticipato ogni previsione: si attendeva a gennaio, ma è arrivato nel periodo natalizio.

“Bisognava organizzare il reparto in tempi record – ammette Procacci -, grazie al sostegno del direttore generale Antonio Pedota, del direttore sanitario Laura Moffa e di tutto il personale medico e infermieristico, sia del Pronto soccorso che dei reparti, siamo riusciti ad evitare situazioni emergenziali gravi. Ci si stupisce di ciò che è accaduto a Nola, si danno le colpe ai medici, ma non è così. Le responsabilità sono sempre organizzative. Poi, come nel caso nostro, non si può prevedere un picco così importante da un giorno all’altro…”. I numeri forniti dagli Ospedali Riuniti sono importanti: quasi 2900 accessi negli ultimi dieci giorni. Di questi, circa 700 sono arrivati dal territorio, anche da città che hanno un ospedale (Cerignola, San Severo e Manfredonia per esempio). “Un ospedale, seppur di secondo livello, non può rispondere da solo ad un bacino di 1,2 milioni di abitanti – ammette Procacci -, per questo abbiamo bisogno di un raccordo più forte con tutte le altre strutture”.

Con i tagli imposti negli anni dai piani di riordino, infatti, sono stati chiusi tre ospedali (Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis e Torremaggiore) e sono stati ridimensionati molti servizi. Così, la gran parte delle richieste che non riesce ad essere assorbita dal territorio, adesso viene smistata nei due grandi centri di Foggia e San Giovanni Rotondo. “In pronto soccorso ci sono medici – e la dottoressa Del Gaudio è tra questi – che hanno lavorato 12 ore, senza lasciare il lavoro dopo il turno di pomeriggio di sabato, giorno in cui si è verificato il picco maggiore. La task force con i medici internisti e della pneumologia ha funzionato, scongiurando una crisi senza precedenti. Un ruolo importante è stato giocato dalla presenza istituzionale, forse ciò che è mancato negli ultimi tempi nelle aree dove si sono verificati disagi, come è stato per Nola”. 

Tags: Antonio PedotaFoggiaNolaospedali riunitiVito Procacci
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