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Home - A Casa Sollievo 15 nuovi ricoveri per Covid in poche ore, “mai visto un incremento così da inizio pandemia”. Parla il dg Giuliani

A Casa Sollievo 15 nuovi ricoveri per Covid in poche ore, “mai visto un incremento così da inizio pandemia”. Parla il dg Giuliani

Di Michele Iula
6 Aprile 2021
in Coronavirus, Sanità & Salute
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Quindici ricoveri in poche ore. I 130 ricoverati dell’ultimo bollettino (solo ieri, Ndr) sono diventati 145. In un solo giorno. A Casa Sollievo della Sofferenza, così come negli altri ospedali pugliesi, si trattiene il fiato in un’estenuante apnea. Lo spettro di un aumento ulteriore dei contagi dopo le festività di Pasqua ora fa paura. A peggiorare lo scenario già di per sé complicato, ci sono le difficoltà economiche scaturite da una emergenza che ormai dura da 14 mesi. Abbiamo sentito il dg dell’Irccs di San Giovanni Rotondo, Michele Giuliani.

Direttore, qual è il limite massimo oltre il quale non può andare l’ospedale di San Pio?

Abbiamo solo 20 posti ulteriori, ma non possiamo occupare tutto l’ospedale perché abbiamo centinaia di pazienti no Covid a cui dobbiamo garantire l’assistenza. Il rischio è di rallentare pesantemente tutte le attività.

Non c’è mai stato un incremento di ricoveri come quello di oggi, siamo addirittura in uno scenario peggiore rispetto alla prima ondata?

Dal punto di vista dei numeri credo di sì. La differenza è che siamo organizzati meglio. Solo che con questi ritmi abbiamo un paio di giorni di autonomia, con criticità evidenti in Rianimazione no Covid, dove il personale lavora da settimane in overbooking. Tutto il personale è stremato, certo la vaccinazione ha rasserenato un po’ gli animi, ma non può bastare.

Da diverse settimane siamo in zona rossa, avete visto gli effetti di queste restrizioni?

Purtroppo no, la curva dei ricoveri è salita progressivamente. La provincia di Foggia per fortuna ha avuto un ritmo diverso da Bari, Taranto e Salento. Ma negli ultimi giorni i dati sembrano dire altro.

Recentemente avete dichiarato di essere in sofferenza dal punto di vista economico, ci saranno perdite importanti in bilancio. Cosa servirebbe per non far saltare tutto?

Ci servono innanzitutto continuità finanziaria e anticipazioni garantite. Su questo fronte devo dire che la Regione ci sta aiutando. Di sicuro, però, c’è un tema più ampio, che riguarda Governo e Regioni: il riconoscimento dei centri privati no profit. Dal punto di vista operativo veniamo coinvolti, ma serve un nuovo ruolo nel sistema pubblico. La pandemia ha fatto comprendere diverse questioni, che vanno al di là della posizione geografica.

Ci spieghi meglio…

Siamo stati sempre in prima linea, senza pensare a tariffe e remunerazioni. Ma un giorno, molto presto, la perdita generata da questa lunga battaglia – antieconomica – al Covid, produrrà effetti per i quali servirà una soluzione celere. Al momento abbiamo una interlocuzione con la Regione Puglia, che ha dato una importante disponibilità.

Ci sono diverse strutture del Vaticano nelle vostra situazione, a cominciare dal Gemelli. Lì, come nel vostro caso, cominciano a circolare voci su una possibile cessione. 

È una bufala. Ci sono sempre stati appetiti nei nostri confronti. Con la pandemia i pruriti sono aumentati. In molti non avrebbero la forza per chiudere una operazione del genere.

Michele Giuliani

Dunque puntate tutto su Emiliano?

Puntiamo a veder riconosciuto il nostro impegno che ha tre pilastri: il ruolo socio sanitario e territoriale, nel solco del fondatore; l’attività ospedaliera e la ricerca. Tutto questo va quantificato, ma il parametro non può essere la tariffa perché quando vai sul territorio a fare attività sanitaria non vai a vedere quanto ti ritorna, il punto di equilibrio non torna mai.

Siete ad un bivio, questo sembra ormai appurato. Vi siete dati un termine temporale per scegliere la strada da intraprendere?

Nonostante il Covid, non abbiamo mai pensato di mollare la presa. Solo che in 14 mesi non sono state nemmeno definite le misure per remunerare tutte queste attività che stanno assorbendo la gran parte della produzione. L’alternativa sarebbe quella di mollare alcune attività che hanno caratterizzato il nostro impegno, ma non possiamo farlo. Abbiamo tempi molto ristretti. Per il momento, ripeto, è importante avere continuità finanziaria. Stiamo immaginando un piano per la storia e il futuro e la Regione ha garantito il proprio impegno. Ora servono risposte. La questione non è più rinviabile.

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Tags: casa sollievoCovid
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