Da circa un mese è ricoverata in una struttura riabilitativa del Gargano dopo un grave incidente stradale e un quadro clinico aggravato da una frattura vertebrale, una mielopatia, diabete, cirrosi epatica e altre patologie. Ora la signora Celeste Ciavarella rischia di essere dimessa per la scadenza del periodo di degenza autorizzato dal Servizio sanitario regionale, ma secondo il suo legale non sarebbe ancora nelle condizioni di fare ritorno a casa. Attorno a questa vicenda si è aperto un duro confronto tra l’avvocato della paziente e il Centro Medico “Madonna della Libera” di Rodi Garganico, con l’ASL Foggia chiamata in causa per una nuova valutazione clinica.
La richiesta del legale: “Non può essere dimessa”
L’avvocato Michele Mongelli, che assiste la paziente, ha inviato una nota ad ASL Foggia, IRIS Spa e alla RSS “Madonna della Libera”, sostenendo che la donna non sia ancora guarita e che il percorso fisioterapico stia iniziando soltanto ora a produrre risultati.
Secondo il legale, oltre alle condizioni di salute, esisterebbero anche gravi criticità sociali: la paziente vivrebbe in un’abitazione interessata da lavori di ristrutturazione, distante dal centro abitato e non idonea ad accoglierla, oltre a non poter contare sulla presenza di un caregiver che possa assisterla nelle attività quotidiane.
Per questi motivi è stata chiesta la prosecuzione del ricovero riabilitativo, ritenendo che un rientro a domicilio possa comportare il rischio di peggioramenti delle condizioni cliniche.
La replica del Centro Medico
Alla richiesta ha risposto il direttore amministrativo del Centro Medico “Madonna della Libera”, Matteo Guerra, ricostruendo dettagliatamente il percorso assistenziale seguito dalla paziente.
Secondo la struttura, la donna è stata presa in carico già dal 24 ottobre 2024, alternando ricoveri nel reparto di riabilitazione e nella RSA. Dopo quasi due anni di assistenza, il primo giugno scorso sarebbe rientrata nel reparto riabilitativo con un’autorizzazione sanitaria di mantenimento della durata di trenta giorni, non più prorogabile secondo le disposizioni del Servizio sanitario regionale.
La struttura sottolinea inoltre di essere un presidio privato accreditato con il SSR e di non poter mantenere ricoverati pazienti privi della necessaria autorizzazione, aggiungendo di aver garantito tutto il percorso assistenziale possibile.
La controreplica: “Serve una nuova visita medica”
L’avvocato Mongelli ha però contestato la ricostruzione della struttura, sostenendo che la paziente continui ad avere gravi difficoltà nella deambulazione e richiamando un certificato medico che prescriverebbe la prosecuzione della fisioterapia in regime di ricovero.
Nella nota il legale riferisce inoltre che, dopo il confronto con il direttore amministrativo, sarebbero intervenuti anche i carabinieri presso la struttura. Secondo la ricostruzione dell’avvocato, i militari si sarebbero limitati a prendere atto della situazione senza procedere ad alcun allontanamento della paziente.
Il legale rinnova quindi la richiesta all’ASL Foggia affinché venga effettuata una nuova valutazione sanitaria, con l’obiettivo di verificare se le condizioni cliniche della donna consentano realmente le dimissioni oppure rendano necessario il proseguimento del ricovero riabilitativo.













