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Home - Storia di Michele Cianci, il negoziante eroe ucciso dalla mala cerignolana. A lui è intitolato il bene confiscato ai clan

Storia di Michele Cianci, il negoziante eroe ucciso dalla mala cerignolana. A lui è intitolato il bene confiscato ai clan

Di Francesco Pesante
17 Marzo 2021
in Cronaca
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Sarà intitolato a Michele Cianci il terreno confiscato alla mafia cerignolana e consegnato oggi all’Ats “Le terre di Peppino Di Vittorio” che si occuperà di valorizzarlo. Cianci, armiere, ucciso il 2 dicembre 1991 dalla malavita ofantina, è una delle tante vittime innocenti della criminalità organizzata in provincia di Foggia. La mattina di quel giorno, il negoziante aveva sventato una rapina ai danni di un pensionato. L’anziano stava rincasando dopo aver ritirato la pensione quando due persone lo aggredirono. La vittima chiese aiuto urlando a più non posso. Cianci allora uscì dalla sua armeria e sparò in aria alcuni colpi di pistola costringendo i banditi alla fuga a bordo di un ciclomotore. Poi si recò in commissariato per denunciare l’accaduto.

Poi la sera il coraggioso cerignolano morì tragicamente mentre era in compagnia del cugino. I due furono aggrediti mentre chiudevano il negozio “Armitecnica”. Quattro persone incappucciate e armate si scagliarono contro le vittime. Cianci venne disarmato nella colluttazione e quando tentò la fuga, uno dei malavitosi fece fuoco colpendolo alla gamba. L’armiere batté il capo contro lo spigolo di un gradino; arrivò in ospedale già cadavere, il proiettile gli aveva leso l’arteria femorale procurandogli un copioso dissanguamento che fu causa del decesso. La vicenda finì al centro del maxiprocesso “Cartagine” che certificò l’esistenza della mafia a Cerignola.

L’inchiesta che ne scaturì, anche con l’ausilio di alcuni pentiti, accertò che quella sera si trattò di una tentata rapina finita nel sangue piuttosto che di una mera “vendetta” per quanto accaduto la mattina precedente. La malavita, infatti, voleva impossessarsi delle armi presenti del negozio. Un esponente della criminalità, Sabino Di Gioia fu condannato all’ergastolo proprio in “Cartagine” per l’omicidio di un rivale ma gli venne anche riconosciuto l’omicidio preterintenzionale per il caso Cianci. L’eroe cerignolano fu insignito della medaglia d’oro al valor civile dal presidente della Repubblica nel giugno 1992. (Sotto, le foto della cerimonia in Comune con la consegna del bene confiscato)

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Tags: CerignolamafiaMichele Cianci
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