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Home - Teatro Giordano, l’avvocato Puzio mette la parola fine sulla transazione con la Raco. “La proposta conciliativa da 1,7 milioni va rigettata”

Teatro Giordano, l’avvocato Puzio mette la parola fine sulla transazione con la Raco. “La proposta conciliativa da 1,7 milioni va rigettata”

Di Antonella Soccio
2 Settembre 2020
in Amministrativa
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Colpo di scena nella annosa vicenda della possibile transazione tra la Raco srl e il Comune di Foggia per i lavori al Teatro Umberto Giordano. La transazione, tanto caldeggiata da una parte della maggioranza, avvalorata dai timori dell’assessore al Legale e Contenzioso Sergio Cangelli, e suggerita dalla giudice Francesca Siciliani, non s’ha da fare ed ora ci sono anche i motivi tecnici. Con atti e pareri terzi.

Dopo il rinvio del consiglio comunale estivo, è arrivato il 27 agosto scorso l’atteso parere legale sulla proposta conciliativa da parte del legale dell’Ente, l’avvocato Antonio Puzio. Nella sua relazione, Puzio evidenzia, come si legge, che “a seguito dei dovuti approfondimenti e da una attenta lettura degli atti (Atp, ctu e ctp) è stato possibile appurare che il collaudo a firma dell’ingegner Rocco non è in linea con i dettami del Contratto di Appalto, del Capitolato speciale e del cronoprogramma dei lavori”.

Per la prima volta un avvocato dell’Ente prende in esame seriamente il primo collaudo, quello dell’ingegner Apollo che aveva fissato intorno ai 350mila il risarcimento che la ditta avrebbe dovuto dare al Comune per le sue numerose mancanze. Altro che transazione quindi.

Scrive Puzio: “Sono corrette le conclusioni a cui perviene il tecnico di parte l’ingegner Apollo nel suo atto di collaudo, con cui attesta che i lavori sono stati completati con ben due anni di ritardo per cui va applicata la penale per la ritardata ultimazione. L’ingegner Rocco attesta invece che i lavori sono stati completati entro il termine contrattuale e cioè il 12 giugno del 2009. infatti la ritardata ultimazione dei lavori è conclamata da una serie di atti”.

In conclusione secondo l’Avvocatura la riserva numero 5 richiesta dalla ditta è manifestatamente tardiva e pretestuosa e pertanto va rigettata in linea di fatto e di diritto. “Le evidenziate criticità portano a ritenere la non convenienza dell’accettazione della proposta conciliativa”, conclude.

Dopo anni di polemiche, conferenze stampa dell’opposizione e in particolare dell’ex candidato sindaco del centrosinistra extralarge Pippo Cavaliere, timori di una sconfitta annunciata in Tribunale per la mancata azione difensiva del precedente dirigente Mimmo Dragonetti, Puzio trova un varco in tutta la vicenda che potrebbe far cadere nel nulla le pretese della ditta di Raspatelli.

Il varco è una semplice discrasia di date sull’ultimazione dei lavori, confermata dai tanti altri micro appalti che sono stati necessarie dal 2009 al 2014 per finire davvero i lavori che hanno poi condotto alla riapertura nel dicembre del 2014. Perché nessuno ci ha pensato prima in Comune?

L’avvocato elenca gli atti che confermano questi lavori, realizzati dopo il verbale nullo di ultimazione reso da Raco. Dalla controsoffittatura avvalorata finanche da un verbale dei Vigili del Fuoco depositato in Comune a molti altri lavori che si legge nella sua relazione “non furono meri interventi marginali, come prefigurato nel verbale di ultimazione”.

Ebbene, il Consiglio sulla scorta del parere reso dal Funzionario Puzio trasmesso al fascicolo processuale di ufficio il primo settembre scorso non può che essere “non favorevole”. La proposta conciliativa, così come formulata dal giudice, per la complessiva somma di 1,7 milioni, anche ove dilazionata in due esercizi finanziari, attesa la competenza dell’organo consiliare, non può essere accolta.

Tags: avvocato Antonio PuzioRacoTeatro Giordanotransazione
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