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Home - “Lavorava nei campi, vendeva braccialetti ed era sempre sorridente”. Gli amici ricordano Mohamed, morto nel ghetto di Borgo Mezzanone

“Lavorava nei campi, vendeva braccialetti ed era sempre sorridente”. Gli amici ricordano Mohamed, morto nel ghetto di Borgo Mezzanone

Di Redazione
12 Giugno 2020
in Cronaca
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“Era un bravissimo ragazzo, lavorava nei campi e vendeva anche braccialetti e bigiotteria in strada”. È così che alcuni migranti residenti nel ghetto di Borgo Mezzanone descrivono Mohamed Ben Ali, il senegalese di 37 anni morto carbonizzato questa mattina nell’incendio divampato nella propria baracca in legno. A quanto si apprendere dagli altri africani, la vittima si faceva chiamare da tutti Bayfall. “Qualche settimana fa mi aveva regalato un ‘tam -tam’, un tamburo africano, era sempre sorridente”, racconta all’ANSA Thierno, un suo caro amico. “Ci siamo visti qualche giorno fa ed abbiamo anche scherzato sulla nostra età; io sono più vecchio di te, mi ha detto”.

La provincia di Foggia piange così l’ennesimo migrante morto tragicamente nelle baraccopoli di Capitanata. Il 37enne è rimasto carbonizzato a causa di un rogo scoppiato alle prime luci dell’alba. Sul posto sono giunti agenti delle forze dell’ordine e uomini dei vigili del fuoco. Per il senegalese nulla da fare.

“A Borgo Mezzanone l’ennesimo rogo ha ucciso un altro cittadino extracomunitario. Il quarto in un anno e mezzo. Ho sollecitato piu’ volte in questi anni i governi di tutti i colori politici ad intervenire. Le istituzioni non possono continuare ad assistere inermi a questa strage. Quella baraccopoli illegale, che non rispetta nessuna misura di sicurezza, deve essere smantellata. I diritti dei cittadini extracomunitari che lavorano nei nostri campi non possono essere calpestati. Serve una sistemazione rispettosa della dignita’ delle persone”. Così il vicepresidente dei deputati del Pd, il sipontino Michele Bordo. Ricordiamo che Borgo Mezzanone, seppur vicina a Foggia, si trova in agro di Manfredonia.

“Avevamo ragione mio malgrado – il commento di Cristiano Romani, leghista manfredoniano, dopo quanto accaduto nel ghetto -. La settimana scorsa con una rappresentanza del comitato di Borgo Mezzanone abbiamo rappresentato al prefetto le forti fragilità del Borgo dopo lo smantellamento del Cara. Eravamo preoccupati poiché un presidio di legalità veniva chiuso mentre più di 1500 immigrati sono ancora stanziati sulla pista in condizioni precarie e in totale assenza di sicurezza. Stamattina in un’incendio un ragazzo Senegalese è morto carbonizzato. Noi siamo per un’accoglienza degna della persona umana. Mi spiace dirlo, avevamo ragione. Riposa in pace e ti chiedo scusa per come ti abbiamo accolto”.

Tags: Borgo MezzanoneFoggia
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