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Home - Ristoratore arrestato a Vieste, “Lavella è distrutto, non aveva intenti criminali”. L’intervento del legale

Ristoratore arrestato a Vieste, “Lavella è distrutto, non aveva intenti criminali”. L’intervento del legale

Di Redazione
3 Novembre 2019
in Cronaca
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Tiene banco l’arresto del noto ristoratore e chef viestano, Antonio Lavella, 48 anni. Sul caso è intervenuto il suo avvocato, Michele Sodrio: “Ieri sono stato a trovarlo in carcere ed ho visto una persona distrutta, che non riesce a comprendere i motivi di un tale accanimento nei suoi confronti – ha spiegato il noto legale -. Devo infatti far presente tramite la vostra testata che l’unica arma non denunciata trovata presso l’abitazione di Lavella è una pistola della 2° guerra mondiale, che aveva ereditato dal nonno paterno e alla quale era affezionato per storia familiare. Infatti quell’arma era stata donata a suo nonno da un ufficiale dell’Armata Rossa (l’esercito sovietico) ed era stata sempre conservata solo a scopo affettivo. Lavella l’ha ricevuta da suo nonno poco prima che questo morisse ed ha evitato di denunciarla (sbagliando) solo per il timore che potesse poi perdere quel cimelio familiare.

Michele Sodrio

Le altre armi erano tutte regolarmente detenute, perché Lavella è titolare di porto d’armi per difesa personale, cosa rarissima – continua Sodrio -. Avrebbe potuto detenere tutte le armi che voleva, ma l’unica non denunciata era la vecchia pistola di guerra. Quanto ai cosiddetti esplosivi, il mio cliente mi ha riferito in lacrime che erano nient’altro che botti di Capodanno, acquistati a Foggia solo una settimana prima. Ammette di avere esagerato nell’acquistare alcuni ‘botti’ particolarmente potenti, come una famosa ‘bomba di Maradona’, ma non c’era assolutamente alcun intento criminale”.

Intanto, lunedì mattina si terrà l’udienza di convalida davanti al gip Zeno, mentre il pm Infante chiede che Lavella resti in carcere. “Posso preannunciare fin da ora che il mio cliente fornirà al giudice tutti i dettagli della sua versione dei fatti – fa sapere Sodrio -. Da parte mia credo che la custodia in carcere sarebbe un provvedimento assolutamente esagerato e sbagliato, ma ho fiducia nel gip e nei chiarimenti che fornirà Lavella. Ha già subito dei danni irreparabili alla propria immagine, a Vieste tutti lo conoscono per la sua attività di ristoratore”. (In alto, Lavella nel suo ristorante, in occasione della consegna di un premio per gli chef)

Tags: Antonio LavellaVieste
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