“Colloqui invece dei quiz”, le intercettazioni dei Cera sul concorsone degli Ospedali Riuniti di Foggia

I politici sostenevano, stando alla ricostruzione dell’attività di indagine, di poter avere voce in capitolo e spingere per alcuni candidati da loro “sponsorizzati”

“C’è un concorso che inizierà tra pochi mesi, saranno 24mila persone e almeno 4mila passeranno da qua… Lì c’è stato il direttore generale più intelligente degli altri, ha detto ‘se io faccio i quiz con 24mila persone, l’organizzazione che mi prenderà? Non posso rispondere a nessuno, nemmeno a un presidente della Regione quando un presidente della Regione chiederà di aiutarmi. Se io con i quiz non lo potrò fare, allora c’è la prova orale e la prova pratica veloce veloce…”.

Nelle intercettazioni pubblicate dal quotidiano la Repubblica sul caso Cera, c’è anche il concorsone per 2.445 operatori socio sanitari gestito dagli Ospedali Riuniti di Foggia. I due politici di San Marco in Lamis, Angelo e Napoleone Cera, papà e figlio, avrebbero usato la ‘potente leva’ del concorso per convincere gli elettori sulla possibilità di decine di assunzioni.

Secondo quanto ricostruito dal quotidiano, i Cera ricevevano gli aspiranti nella segreteria garganica, definita dagli inquirenti come “un luogo di pellegrinaggio, dotato di sala d’attesa e sedie, che talvolta non sono sufficienti, e numeretti per la coda”. Qui sarebbero stati promessi posti di lavoro, sotto elezioni, nel nosocomio di Foggia. I politici sostenevano, stando alla ricostruzione dell’attività di indagine, di poter avere voce in capitolo. Le selezioni, che termineranno a dicembre prossimo, per i Cera potevano essere condizionate perché “la prima prova è orale, la seconda pratica”. Dunque, in tal modo sarebbe stato influenzabile il risultato a tutto vantaggio dei candidati “sponsorizzati” dai politici.





Change privacy settings