Dieci anni dopo quella tragedia che sconvolse la Puglia e l’intero Paese, Antonio Decaro ha affidato alla memoria, ma anche alla responsabilità delle istituzioni, il suo intervento durante la cerimonia per il decennale del disastro ferroviario del 12 luglio 2016 tra Andria e Corato. Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dei familiari delle vittime, delle autorità civili e militari e dei rappresentanti delle istituzioni, il presidente della Regione Puglia ha ricordato le 23 persone che persero la vita nello scontro tra due convogli su un tratto a binario unico, indicando nella sicurezza dei trasporti e nel superamento del divario infrastrutturale una delle principali sfide per il Mezzogiorno.
Il ricordo delle 23 vittime
Nel suo intervento Decaro ha ricordato come alle 11.05 del 12 luglio 2016 un boato spezzò la vita di 23 persone e cambiò per sempre la storia della Puglia. Ha quindi pronunciato uno ad uno i nomi delle vittime – Pasquale Abbasciano, Giuseppe Acquaviva, Serafina Acquaviva, Maria Aloysi, Alessandra Bianchino, Rossella Bruni, Pasqua Carnimeo, Enrico Castellano, Luciano Caterino, Michele Corsini, Albino De Nicolo, Salvatore Di Costanzo, Giulia Favale, Nicola Gaeta, Jolanda Inchingolo, Donata Pepe, Maurizio Pisani, Giovanni Porro, Fulvio Schinzari, Antonio Summo, Francesco Ludovico Tedone e Gabriele Zingaro.
Il presidente ha rivolto un pensiero alle famiglie che da dieci anni convivono con un dolore che nessuna sentenza potrà mai cancellare, ribadendo che il compito delle istituzioni è custodire la memoria e fare in modo che una tragedia simile non si ripeta.
Le scuse ai pugliesi
Il momento più intenso del discorso è arrivato quando Decaro ha affrontato il tema delle responsabilità e del diritto dei cittadini a viaggiare in sicurezza.
“Chiedo io per tutti scusa ai pugliesi se non abbiamo lottato abbastanza affinché il diritto della nostra gente a viaggiare in sicurezza fosse pienamente rispettato. Chiedo scusa se troppo spesso ci siamo abbandonati alla rassegnazione del “ci dobbiamo accontentare””, ha detto il presidente della Regione.
Parole che hanno rappresentato un’assunzione di responsabilità istituzionale e un invito a non rassegnarsi più ai ritardi infrastrutturali che ancora caratterizzano il Mezzogiorno.
Il divario tra Nord e Sud
Nel suo intervento Decaro ha evidenziato come il Sud continui a pagare il prezzo di investimenti insufficienti nel settore dei trasporti. Secondo il presidente della Regione, i numerosi tratti ferroviari ancora a binario unico rappresentano il simbolo di un divario che limita sviluppo economico, sicurezza e diritto alla mobilità.
Richiamando l’articolo 3 della Costituzione, ha sottolineato come spetti alla Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono ai cittadini di godere degli stessi diritti, compreso quello di poter viaggiare su infrastrutture moderne e sicure.
Il ricordo del padre ferroviere
Particolarmente toccante anche il passaggio dedicato alla propria storia personale. Decaro ha ricordato di essere figlio di un macchinista delle Ferrovie dello Stato, spiegando come il treno abbia sempre rappresentato, nella sua famiglia, il simbolo del lavoro, della dignità e del riscatto sociale.
Proprio per questo motivo ha ribadito che la Puglia deve continuare a investire in una mobilità moderna ed efficiente, capace di garantire ai cittadini sicurezza e opportunità di crescita.
L’appello finale
Rivolgendosi al Presidente della Repubblica, Decaro ha ringraziato Mattarella per la sua presenza alla commemorazione, definendola un segno concreto di vicinanza alle famiglie delle vittime e all’intera comunità pugliese.
Nel finale ha espresso l’auspicio che la Puglia possa finalmente superare i ritardi del passato, costruendo un sistema di trasporti all’altezza delle esigenze dei cittadini, affinché muoversi non significhi più correre rischi ma poter guardare con fiducia al futuro.











