Sicurezza e legalità: due parole che paiono più uno slogan astratto che un riferimento da rispettare e affermare. Concetti che affiorano spesso nel dibattito politico e amministrativo ma che rimangono invariabilmente sullo sfondo di un panorama reale che, al contrario, merita ogni attenzione e soprattutto azioni concrete.
Un sia pur piccolo, ma molto indicativo esempio lo ha fornito l’assessore alle attività produttive di Manfredonia, Matteo Gentile, allorché e nell’ambito di iniziative dell’amministrazione comunale volte a fronteggiare sicurezza e rispetto delle regole, ha quantificato in 61 (sessantuno) le posizioni debitorie riscontrate dai controlli effettuati sul fronte della regolarità tributaria degli operatori mercatali (commercianti). Di quei 61, “ben 43 operatori hanno già provveduto a regolarizzare la propria posizione, pagando o rateizzando il debito”. Un parziale ristoro per la legalità e le casse comunali.
Nel 2025 i controlli sulle strutture ricettive, portarono alla registrazione di 45 nuove attività che produssero un più 25 per cento delle entrate utilizzate per il settore turismo. L’assessore Gentile ha annunciato che “lo stesso metodo è stato adottato nei confronti delle attività commerciali, degli stabilimenti balneari e delle altre attività produttive, attraverso verifiche puntuali, avvii di procedimento e controlli sulla regolarità amministrativa e tributaria”. Non ha prodotto i riscontri numerici che è da immaginare (o forese no?) sono piuttosto pesanti stando «a ricostruzioni parziali o illazioni» lanciate da consiglieri comunali di opposizione.
Il fatto è che tali verifiche, che dovrebbero rientrare nella ordinaria routine di una qualsiasi amministrazione che tenga alla sicurezza e alla legalità delle attività cittadine, non sono state mai eseguite o attuate con “discrezionalità” fidando nella assoluta lealtà del rispetto delle regole da parte degli interessati. Si badi bene che il rispetto delle regole comporta una equa distribuzione dei tributi dovuti dai cittadini.
Un intervento che pare si sia accollato l’amministrazione in carica per la quale il titolare al ramo, ha annunciato una larga attività di controllo allargata alle attività commerciali, agli stabilimenti balneari, alle varie attività produttive, alle strutture ricettive, intervenendo laddove mancanti (e sono tanti), con opportuni regolamenti come quello varato per il Luna park della Festa patronale.
Insomma si vuole (o vorrebbe: le resistenze sono tante) regolarizzare quello che naturalmente dovrebbe essere normalmente fatto in modo ordinario, attenendosi al rispetto delle regole, alla legalità trasparente.
Negli ultimi anni la città ha dovuto confrontarsi con episodi che hanno alimentato il senso di insicurezza: furti nelle abitazioni e nelle campagne, atti vandalici, danneggiamenti del patrimonio pubblico, abbandono dei rifiuti, comportamenti pericolosi sulle strade, occupazioni abusive di spazi pubblici e fenomeni di microcriminalità, evasione fiscale. Episodi che, pur non configurando una situazione di emergenza permanente, incidono sulla qualità della vita e sulla fiducia dei cittadini.
Ma, attenzione, la sicurezza e dunque il rispetto delle regole, non è frutto soltanto (anche) dell’aumento dei controlli e delle sanzioni, ma è il risultato di un equilibrio tra prevenzione, educazione civica, presenza delle istituzioni, rispetto delle regole. Va rilevato come la sicurezza non riguarda esclusivamente la lotta alla criminalità organizzata o ai reati più gravi. Significa poter passeggiare serenamente nei quartieri, utilizzare parchi e piazze (senza inciampare in rifiuti abbandonati, deiezioni canine e via dicendo), rispettare il patrimonio pubblico, sapere che le norme valgono per tutti senza eccezioni.
La sicurezza non è soltanto una competenza dello Stato, ma è una responsabilità condivisa. Ogni cittadino contribuisce al livello di sicurezza della propria città, attraverso il rispetto delle regole, la tutela dei beni comuni, la collaborazione con le istituzioni e la denuncia dei comportamenti illeciti. Per Manfredonia la sfida non consiste soltanto nel ridurre il numero dei reati, ma nel rafforzare la fiducia reciproca tra cittadini e istituzioni, affinché la legalità diventi un valore quotidiano e condiviso.
Una città è davvero sicura quando le persone possono vivere serenamente gli spazi pubblici, quando le regole vengono rispettate e quando nessuno si sente solo di fronte ai problemi. È questa la sicurezza che ogni comunità dovrebbe perseguire.











