Proseguono le indagini sull’omicidio di Giacomo Mongiello, il 45enne raggiunto da due colpi di fucile la sera del 2 agosto 2024 nei pressi della sua abitazione, in via Smaldone a Foggia, e deceduto due giorni dopo in ospedale.
Il procuratore aggiunto ha disposto nuovi accertamenti tecnici sul computer sequestrato a Luca Ceglia, 43 anni, arrestato lo scorso 19 giugno con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. L’incarico è stato affidato a un consulente della procura, che dovrà verificare se all’interno del dispositivo siano presenti elementi utili alle indagini.
Come previsto dalla procedura, dell’accertamento è stato dato avviso sia all’indagato sia ai familiari della vittima, che potranno nominare propri consulenti di parte.
L’accusa e la prova del Dna
Secondo la ricostruzione della procura, della squadra mobile e del giudice per le indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, sarebbe stato Luca Ceglia il killer che, in sella a una bicicletta, avrebbe esploso i due colpi mortali contro Mongiello.
Tra gli elementi ritenuti più significativi dagli investigatori figura il risultato degli accertamenti genetici eseguiti su un cappellino con visiera, perso dall’autore dell’agguato durante la fuga e recuperato sul luogo del delitto. Le analisi della polizia scientifica avrebbero rilevato tracce biologiche ritenute compatibili con il profilo genetico dell’indagato.
La versione dell’indagato
Luca Ceglia continua a respingere ogni accusa. Ha dichiarato di non conoscere la vittima e ha sostenuto che, all’epoca dei fatti, non sarebbe stato nelle condizioni di utilizzare una bicicletta a causa dei postumi di un intervento chirurgico subito circa due mesi prima dell’omicidio.
L’ipotesi del movente
Per quanto riguarda il movente, l’ipotesi investigativa è che l’obiettivo dell’agguato non fosse Giacomo Mongiello, ma un’altra persona, identificata con le iniziali A.P., che gli somiglierebbe fisicamente.
Secondo la ricostruzione accusatoria, A.P. era amico di Nicola Di Rienzo, il 21enne ucciso a Foggia il 27 novembre 2022 da Antonio Pio Ceglia, figlio dell’attuale indagato, all’epoca minorenne e successivamente condannato a dieci anni di reclusione per omicidio volontario.
Gli inquirenti ipotizzano che A.P. avesse manifestato l’intenzione di vendicare la morte dell’amico e che Luca Ceglia, temendo possibili ritorsioni nei confronti del figlio, avrebbe deciso di eliminarlo, finendo però, sempre secondo l’accusa, per colpire per errore Mongiello, scambiandolo per l’uomo che intendeva uccidere.
Le indagini proseguono anche attraverso i nuovi accertamenti informatici disposti dalla procura, finalizzati a verificare l’eventuale presenza di ulteriori riscontri a sostegno del quadro investigativo.











