Si è svolta il 30 giugno, presso la chiesa di San Domenico a Foggia, la celebrazione in onore di San Basilide, patrono della Polizia Penitenziaria. Promossa dalla Casa Circondariale di Foggia alla presenza di uomini e donne Corpo, la celebrazione ha visto la partecipazione di autorità civili e militari, personale dell’amministrazione penitenziaria, volontari, operatori e rappresentanti della comunità che ogni giorno affianca il lavoro dell’istituto.
A presiedere la celebrazione è stato don Fernando Escobar, che nella sua omelia ha richiamato il significato più profondo della figura di San Basilide, soldato romano che, davanti a una donna condannata a morte, fu capace di compiere un gesto destinato a cambiare la sua stessa esistenza. “San Basilide rompe ogni schema: non guarda l’etichetta del condannato, ma la persona. Riconosce la sua umanità profonda proprio lì, nel momento della massima fragilità”, ha ricordato il sacerdote, sottolineando come la storia del santo continui ancora oggi a rappresentare un messaggio di grande attualità per chi opera negli istituti penitenziari. Un pensiero è stato rivolto in particolare agli operatori del carcere, chiamati quotidianamente a confrontarsi con la sofferenza umana. “Il carcere – ha evidenziato don Fernando – è un luogo di sofferenza, ma anche un contesto in cui si manifesta con forza l’umanità più fragile. Ed è proprio il personale di polizia penitenziaria a confrontarsi per primo, ogni giorno, con questa realtà. Perché la vera forza non sta nelle catene, ma nell’umanità”.
Nel suo intervento, il comandante Claudio Ronci ha rivolto un ringraziamento a tutto il personale di Polizia Penitenziaria, al personale civile dell’Amministrazione, ai volontari e a quanti, a vario titolo, contribuiscono ogni giorno alla vita dell’istituto, dedicando un pensiero particolare anche alle famiglie degli appartenenti al Corpo, “sempre accanto, con discrezione e sacrificio, a chi svolge un servizio delicato per lo Stato”. Richiamando la figura di San Basilide come modello di riferimento, il comandante ha evidenziato come “servizio significhi verità, correttezza, lealtà e orgoglio di appartenere a un Corpo che ogni giorno opera per proteggere la comunità”, sottolineando il senso di responsabilità che accompagna quotidianamente il lavoro della Polizia Penitenziaria. “Costruire sicurezza significa esercitare il proprio ruolo senza dimenticare mai la dignità della persona, nel rispetto dei principi sanciti dall’articolo 27 della Costituzione”, ha evidenziato, richiamando il delicato equilibrio tra sicurezza collettiva, legalità e funzione rieducativa della pena
A chiudere la celebrazione è stato l’intervento del direttore Michele De Nichilo, che ha definito la festa di San Basilide “un momento importante per rafforzare il senso di comunità e la consapevolezza del lavoro che quotidianamente viene svolto all’interno dell’istituto”. Il direttore ha ricordato la complessità della realtà carceraria foggiana, fatta di emergenze continue, tensioni e criticità che richiedono equilibrio e capacità di gestione costante. “Nonostante tutte queste difficoltà, il nostro istituto non si è mai arreso al cinismo e nemmeno all’indifferenza”, ha affermato, ringraziando il personale che ogni giorno affronta un compito complesso e spesso invisibile all’esterno. Anche il direttore ha voluto rivolgere un pensiero alle famiglie degli operatori di Polizia Penitenziaria, riconoscendo il peso umano che un lavoro di questa natura inevitabilmente comporta.
La celebrazione dedicata a San Basilide ha offerto così l’opportunità di riconoscere il valore profondo del lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia Penitenziaria: un servizio essenziale per la collettività che richiede competenza, equilibrio, senso dello Stato e la capacità di coniugare sicurezza e attenzione costante alla dimensione umana.











