C‘è anche Valentina Notarangelo, 24 anni, incensurata di Vieste e figlia dello storico boss Angelo Notarangelo, detto “Cintaridd”, ucciso in un agguato mafioso nel gennaio 2015, tra i destinatari delle misure cautelari eseguite dai carabinieri nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di sostanze stupefacenti tra Vieste e Ascoli Satriano.
Il gip Carlo Protano, accogliendo la richiesta della Procura di Foggia, ha disposto sei misure cautelari: quattro arresti in carcere, uno ai domiciliari e un obbligo di dimora con firma. Gli indagati rispondono, a vario titolo, di episodi di spaccio risalenti principalmente all’estate del 2025.
La droga acquistata tra Foggia e Bari
Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo si riforniva di cocaina, hashish e marijuana tra Foggia e Bari, utilizzando auto a noleggio per eludere eventuali controlli.
La sostanza stupefacente sarebbe stata occultata all’interno di confezioni di snack, mentre i pagamenti avvenivano anche tramite criptovalute e ricariche Postepay. I contatti tra spacciatori, fornitori e clienti sarebbero stati gestiti attraverso piattaforme di messaggistica come WhatsApp, Signal e Telegram o sfruttando il dark web.
L’indagine prese avvio nel settembre 2025 dopo un controllo dei carabinieri a Cagnano Varano, quando Antonio Montemorra, 21 anni, di Ascoli Satriano, venne trovato in possesso di modiche quantità di hashish e cocaina e di un telefono cellulare.
L’analisi del dispositivo, secondo la procura, avrebbe consentito di ricostruire una rete di spaccio attiva già dal 2022, con clienti anche minorenni e una struttura organizzata per gli approvvigionamenti e le consegne.
“Ospitato a Vieste per gestire lo spaccio”
Tra gli elementi evidenziati dal gip c’è il ruolo attribuito a Valentina Notarangelo.
Secondo il giudice, la giovane avrebbe ospitato Montemorra nella propria abitazione di Vieste durante l’estate 2025 non per ragioni di amicizia, ma per consentirgli di gestire l’attività di spaccio in una località che, per l’elevato afflusso turistico, richiedeva una presenza costante.
Nell’ordinanza si legge che l’attività di spaccio sarebbe stata organizzata in modo tale da garantire un presidio “24 ore su 24”.
Sempre secondo gli investigatori, Luigi Calabrese, 46 anni, avrebbe accompagnato Montemorra fino a Bari per acquistare nuove partite di droga, mentre Yuri Dimauro, 20 anni, sarebbe stato immortalato in fotografie con una consistente quantità di cocaina già suddivisa in dosi.
Ad Angelo Di Gianni, 21 anni, il principale indagato avrebbe prospettato un ruolo stabile nell’organizzazione, promettendogli 150 euro al giorno, oltre al rimborso del carburante, per effettuare le consegne.
L’arresto di Valentina Notarangelo riporta inevitabilmente alla memoria l’omicidio del padre Angelo “Cintaridd” Notarangelo, storico capo dell’omonimo clan viestano, assassinato il 26 gennaio 2015. Fu l’inizio di una lunga guerra di mafia nella città del Pizzomunno tra i gruppi scissionisti Raduano e Iannoli-Perna che si contesero l’eredità del boss ucciso.










