Ridare a Manfredonia una forte identità culturale partendo dalle sue radici più antiche e trasformare le stele daunie in un motore di sviluppo turistico e territoriale. È la proposta lanciata dal Touring Club Italiano durante il convegno dedicato all’archeologia dauna che si è svolto nella nuova sede dell’ITS Turismo di Manfredonia.
L’iniziativa, organizzata dalla console del Touring Club Italiano Michela D’Onofrio insieme all’Archeoclub Siponto-Monte Sant’Angelo, ha visto la partecipazione dell’archeologa Maria Luisa Nava, protagonista dell’incontro-dibattito dal titolo “Stele Daunie: la storia di un popolo. Identità e futuro del patrimonio culturale”.
La proposta: Manfredonia “Città delle Stele”
Al centro del confronto la necessità di costruire attorno alle stele daunie un progetto culturale e turistico capace di valorizzare uno dei patrimoni più rappresentativi della civiltà dauna, con uno sguardo rivolto anche a un possibile percorso di riconoscimento UNESCO.
“Il nostro vero obiettivo è ridare un nome alla mia terra, è ridare un’identità attraverso l’installazione di una statua-stele da posizionare all’interno del Parco archeologico di Siponto”, ha dichiarato Michela D’Onofrio.
Secondo la console del Touring Club, per troppo tempo le stele sono rimaste un patrimonio conosciuto soprattutto dagli studiosi senza riuscire a trasformarsi in un elemento trainante per l’economia locale.
“Sono quarant’anni che parliamo di stele daunie senza però aver creato quell’indotto turistico utile a far crescere la nostra economia”, ha aggiunto.
L’appello di Maria Luisa Nava
Particolarmente seguito l’intervento di Maria Luisa Nava, tra le maggiori studiose del patrimonio archeologico della Daunia, che ha evidenziato come le potenzialità di questo straordinario patrimonio non siano ancora state pienamente comprese.
“La città non ha mai creduto a questo potenziale. A Manfredonia si parla di stele da sempre, ma oggi le nostre voci, parlo anche di quelle di Silvio Ferri, si sono perse”, ha affermato l’archeologa.
Nava ha però riconosciuto un cambiamento positivo negli ultimi anni, sottolineando la crescente attenzione mostrata dalle istituzioni e dal mondo associativo.
“Oggi per fortuna noto una certa sensibilità da parte dell’amministrazione comunale e delle associazioni verso questo spettacolare fenomeno delle stele che vanno valorizzate e promosse al massimo”, ha spiegato.
Museo più accessibile ai visitatori
Nel suo intervento l’archeologa ha anche posto l’attenzione sulla necessità di migliorare la fruizione del patrimonio culturale cittadino, proponendo un ampliamento degli orari di apertura del Castello di Manfredonia, sede del Museo Archeologico Nazionale.
“Spesso la gente e i turisti trovano il museo chiuso, e non è bello”, ha osservato Nava, evidenziando come una maggiore accessibilità possa rappresentare un elemento fondamentale per la valorizzazione delle stele daunie e dell’intero patrimonio storico-archeologico del territorio.
Una sfida culturale per il futuro
L’incontro ha rappresentato l’occasione per rilanciare una riflessione sul ruolo che le stele daunie possono avere nella costruzione dell’identità contemporanea di Manfredonia. Un patrimonio unico che racconta la storia di uno dei popoli più antichi della Puglia e che, secondo i promotori dell’iniziativa, potrebbe diventare il simbolo di una nuova stagione di promozione culturale e turistica della città.












