L‘incendio che nei giorni scorsi ha colpito Colle Albano e raggiunto l’area della Fortezza Svevo-Angioina di Lucera riaccende il dibattito sulla tutela del patrimonio ambientale e culturale della città. A intervenire è il Gruppo FAI Lucera-Monti Dauni Settentrionali, che in una nota esprime preoccupazione per i danni provocati dalle fiamme e chiede un cambio di passo nelle attività di prevenzione.
Il vasto rogo, alimentato dal vento e dalla presenza di sterpaglie, ha devastato una parte significativa della vegetazione dell’area, trasformando il paesaggio in uno scenario spettrale e mettendo a dura prova l’intervento dei vigili del fuoco.
“La repressione da sola non basta”
Mentre sono ancora in corso le indagini per accertare le cause dell’incendio e individuare eventuali responsabilità, il FAI sottolinea come l’azione repressiva, pur necessaria, non possa rappresentare l’unica risposta al problema.
Secondo l’associazione, è indispensabile intervenire a monte attraverso una serie di misure preventive, tra cui la realizzazione di viali parafuoco, previsti anche dalla normativa regionale, e una costante attività di pulizia delle aree interessate dalla vegetazione spontanea, da effettuare prima dell’arrivo delle emergenze legate alle alte temperature.
Controlli permanenti contro i piromani
Tra le proposte avanzate dal Gruppo FAI figura anche l’installazione di sistemi di videosorveglianza e di altri strumenti tecnologici che consentano un monitoraggio costante delle aree più esposte al rischio incendi.
L’obiettivo è quello di prevenire nuovi episodi e agevolare l’individuazione di eventuali responsabili attraverso controlli permanenti sul territorio.
Una riflessione sul patrimonio culturale
L’associazione coglie inoltre l’occasione per rilanciare una riflessione più ampia sulla gestione dei beni culturali lucerini.
Il Gruppo FAI propone l’organizzazione di una tavola rotonda dedicata alle modalità di valorizzazione e gestione dei principali attrattori culturali della città, dalla Fortezza Svevo-Angioina all’Anfiteatro romano, passando per il Museo civico, la Biblioteca comunale e il Teatro Garibaldi.
L’obiettivo è elaborare proposte condivise e individuare soluzioni concrete per rendere questi luoghi sempre più funzionali e fruibili.
L’appello alle nuove generazioni
Nel documento firmato dalla capogruppo Raffaela Mastrolilli, il FAI richiama infine il ruolo fondamentale delle istituzioni e della cittadinanza nell’educazione delle nuove generazioni al rispetto del patrimonio culturale e ambientale.
“Discutere e favorire il confronto fa parte della missione del FAI”, sottolinea l’associazione, che si dice pronta a collaborare con le altre realtà del territorio e con tutti i cittadini interessati a contribuire alla tutela e alla valorizzazione della città.
L’incendio di Colle Albano, dunque, diventa anche l’occasione per aprire una riflessione più ampia sul futuro del patrimonio lucerino e sulle strategie necessarie per proteggerlo e valorizzarlo.











