Si alleggerisce la posizione cautelare di Pasquale Doronzo, ex comandante della stazione dei carabinieri di Canosa di Puglia coinvolto nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Trani su una presunta rete di falsi incidenti stradali finalizzati a ottenere indebiti risarcimenti dalle compagnie assicurative.
Con una nota trasmessa alla redazione, l’avvocato Mariangela Malcangio, difensore di fiducia dell’indagato, comunica che il Tribunale della Libertà di Bari, pronunciandosi l’11 giugno scorso sul ricorso presentato dalla difesa, ha parzialmente riformato l’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Trani.
Dal carcere agli arresti domiciliari
Secondo quanto riferito dal legale, il collegio del Riesame ha accolto il ricorso limitatamente al profilo delle esigenze cautelari, disponendo la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari.
“I giudici hanno ritenuto adeguata e proporzionata alla posizione dell’indagato l’applicazione della misura meno afflittiva degli arresti domiciliari”, si legge nella comunicazione inviata dall’avvocato Malcangio.
La decisione riguarda esclusivamente la misura cautelare e non entra nel merito delle contestazioni formulate dalla Procura.
Le accuse restano al vaglio della magistratura
Nella stessa nota, la difesa precisa infatti che “ogni ulteriore valutazione in ordine al merito delle contestazioni resta rimessa alle sedi processuali competenti”.
Doronzo figura tra i principali indagati dell’inchiesta che coinvolge complessivamente 32 persone tra la provincia di Foggia, la Bat, Bari e la Basilicata.
Secondo la ricostruzione accusatoria, alcuni sinistri stradali sarebbero stati simulati o alterati per consentire richieste di risarcimento alle compagnie assicurative attraverso documentazione che la Procura ritiene non veritiera.
La vicenda giudiziaria
Nell’articolo pubblicato nei giorni scorsi era stato riferito che si attendeva ancora la decisione del Tribunale della Libertà sulla posizione dell’ex comandante della caserma di Canosa.
Alla luce del provvedimento comunicato dalla difesa, anche Doronzo, come altri indagati coinvolti nell’inchiesta, ottiene una misura meno restrittiva rispetto a quella inizialmente disposta dal gip.
Resta fermo il principio di presunzione d’innocenza: il procedimento si trova nella fase delle indagini e la responsabilità dell’indagato potrà essere eventualmente accertata soltanto con una sentenza definitiva.












