La chiusura di Piazza Cavour per 25 giorni accende il dibattito politico a Foggia. A intervenire è Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale di Cambia, che parla di una scelta destinata a creare pesanti ripercussioni sulla viabilità e sulla vita quotidiana della città.
“Per 25 giorni non è una chiusura: è un sequestro urbano”, afferma Angiola, esprimendo forte preoccupazione per l’interdizione di una delle aree considerate più strategiche del capoluogo.
“Uno snodo fondamentale per la mobilità”
Secondo il consigliere, Piazza Cavour rappresenta un punto nevralgico per il traffico cittadino, per i collegamenti con la stazione ferroviaria e per il trasporto pubblico locale.
“Parliamo di uno dei nodi più delicati della mobilità urbana di Foggia. Bloccare Piazza Cavour per quasi un mese significa scaricare su cittadini, lavoratori, pendolari e commercianti il costo di una programmazione sbagliata”, sostiene.
Angiola riferisce inoltre di numerose segnalazioni ricevute in queste ore da residenti, esercenti e utenti dei servizi di trasporto.
“Stiamo raccogliendo lamentele per i disagi alla circolazione, i rallentamenti e le difficoltà negli spostamenti verso la stazione. Sono voci che meritano ascolto e rispetto”.
“Gli eventi sono importanti, ma non possono paralizzare la città”
Pur riconoscendo il valore delle manifestazioni culturali e delle iniziative pubbliche, il rappresentante di Cambia ritiene che la loro organizzazione debba essere compatibile con le esigenze della città.
“Nessuno mette in discussione l’importanza degli eventi. Una città viva ha bisogno di occasioni di incontro, socialità e spettacolo. Ma proprio per questo vanno organizzati con equilibrio, contemperando le esigenze dell’iniziativa con quelle della mobilità urbana e della vita ordinaria dei cittadini”.
Le alternative proposte
Nel suo intervento Angiola si chiede se non fossero disponibili altre aree in grado di ospitare le iniziative previste senza incidere in modo così pesante sulla viabilità.
Tra le possibili soluzioni indica Piazza Cesare Battisti, l’area antistante il boschetto della Villa Comunale, il Parco San Felice e i Campi Diomedei.
“Luoghi ampi e idonei ad accogliere eventi di grandi dimensioni senza paralizzare per quasi un mese uno snodo centrale della città”, sottolinea.
Critiche al metodo dell’amministrazione
L’esponente politico punta il dito anche contro il percorso decisionale che ha portato alla chiusura della piazza.
“A rendere ancora più grave questa vicenda è il metodo con cui si è arrivati a questa decisione: senza un reale coinvolgimento delle parti sociali, senza ascoltare preventivamente cittadini, operatori economici e categorie interessate e senza un confronto con i gruppi e le commissioni consiliari”.
Secondo Angiola, una scelta di tale impatto avrebbe richiesto “condivisione, ascolto e programmazione”.
La richiesta di chiarimenti
Per questo motivo il consigliere comunale chiede all’amministrazione di spiegare pubblicamente le ragioni della lunga chiusura, di chiarire perché siano state escluse eventuali soluzioni alternative e di valutare misure capaci di ridurne durata e conseguenze.
“La sensazione è che si sia pensato prima agli allestimenti e solo dopo ai cittadini. Gli eventi devono valorizzare Foggia, non bloccarla”, conclude.











