Sono già oltre 500 i test salivari effettuati tra gli studenti della provincia di Foggia nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sulla donazione del midollo osseo promossa da Admo e sostenuta da Ail Foggia.
Dei 720 kit donati dall’Ail all’Admo per le operazioni di tipizzazione, circa 530 sono già stati utilizzati da settembre a oggi per iscrivere nuovi giovani al Registro italiano donatori midollo osseo, aumentando così le possibilità di trovare donatori compatibili per pazienti affetti da leucemie, linfomi e mielomi in attesa di trapianto.
Il dato è emerso durante un incontro tra il vicepresidente di Admo Puglia, Antonio Placentino, la referente provinciale Admo Nella Santoro, i volontari dell’associazione e il presidente di Ail Foggia Celestino Ferrandina, nel corso del quale sono stati consegnati attestati di riconoscimento per l’impegno svolto nel campo della solidarietà.
La rete tra associazioni
“È un momento speciale che testimonia quanto sia importante fare rete tra associazioni unite da un unico grande obiettivo: dare speranza e possibilità di vita ai pazienti”, ha sottolineato Placentino, evidenziando il valore della collaborazione tra realtà del volontariato.
L’iniziativa ha coinvolto numerosi istituti scolastici del territorio foggiano, puntando soprattutto sui più giovani per diffondere la cultura della donazione.
Il ricordo di Simone Raucea
All’incontro erano presenti anche i genitori di Simone Raucea, il giovane foggiano morto il 6 gennaio scorso dopo essere stato investito da un’auto mentre attraversava la strada.
Simone, appena diventato maggiorenne, aveva scelto di iscriversi al registro dei donatori di midollo osseo e in seguito aveva donato il proprio midollo a una donna statunitense, salvandole la vita.
“Un riconoscimento all’impegno e alla volontà dei genitori di continuare a portare avanti il grande esempio di altruismo lasciato da Simone”, ha detto Placentino.
Anche il presidente di Ail Foggia, Ferrandina, ha ricordato il valore della testimonianza lasciata dal giovane donatore: “L’esempio di Simone, dei suoi genitori e dei tanti ragazzi che si avvicinano al volontariato è il segno di un mondo che fa della solidarietà il suo punto di forza”.











